Commento alla Sentenza n. 1188 del 2024: Pene Sostitutive e Onere della Difesa

La recente sentenza n. 1188 del 22 novembre 2024, pubblicata il 10 gennaio 2025, ha suscitato un ampio dibattito in materia di pene sostitutive delle pene detentive brevi. La Corte d'Appello di Torino, presieduta dalla Dott.ssa G. V., ha stabilito un principio fondamentale: il giudice d'appello non può disporre la sostituzione della pena detentiva “ex officio”, se non vi è stata una specifica richiesta da parte della difesa nell'atto di appello.

Il Contesto Giuridico della Sentenza

La Corte ha chiarito che le pene sostitutive, come previsto dall'art. 20 bis del Codice Penale, non possono essere considerate un diritto automatico. La disposizione di cui all'art. 597, comma 5, del Codice di Procedura Penale, considera la conversione della pena detentiva come un'eccezione al principio devolutivo dell'appello. Questo significa che la richiesta di sostituzione deve essere ben motivata e supportata da specifiche deduzioni da parte della difesa.

  • Il giudice non ha l'obbligo di valutare d'ufficio le pene sostitutive.
  • È onere dell'appellante fare una richiesta chiara e motivata.
  • Il mancato assolvimento di questo onere porta all'inammissibilità della richiesta.

Analisi della Massima della Sentenza

Pene sostitutive delle pene detentive brevi - Applicabilità d'ufficio nel giudizio di appello - Esclusione - Onere della difesa di supportare la richiesta con specifiche deduzioni - Mancato assolvimento di tale onere - Conseguenze. In tema di pene sostitutive di pene detentive brevi, il giudice d'appello non può disporre la sostituzione "ex officio" nel caso in cui, nell'atto di gravame, non sia stata formulata una specifica e motivata richiesta al riguardo, non rientrando la conversione della pena detentiva nel novero dei benefici e delle diminuenti tassativamente indicati dall'art. 597, comma 5, cod. proc. pen., che costituisce disposizione derogatoria, di natura eccezionale, al principio devolutivo dell'appello. (In motivazione, la Corte ha altresì affermato che è onere dell'appellante supportare la richiesta di sostituzione delle pene detentive brevi con specifiche deduzioni e che il mancato assolvimento di tale onere comporta l'inammissibilità originaria della richiesta).

Questo passaggio evidenzia chiaramente che il processo di appello non deve essere visto come un'opportunità per richiedere generiche concessioni, ma come un momento in cui la difesa deve presentare argomentazioni solide e circostanziate. La volontà della Corte di non consentire un'interpretazione estensiva delle norme che regolano le pene sostitutive sottolinea l'importanza della precisione e della chiarezza nelle richieste legali.

Conclusioni

In sintesi, la sentenza n. 1188 del 2024 rappresenta un importante richiamo alla responsabilità della difesa nel contesto del processo penale. La necessità di formulare richieste specifiche per le pene sostitutive non solo chiarisce il ruolo del giudice, ma rafforza anche i diritti delle parti coinvolte. È fondamentale che gli avvocati siano consapevoli di questo aspetto per evitare di compromettere le possibilità di ottenere una sostituzione della pena in fase di appello.

Studio Legale Bianucci