La Sentenza n. 1328 del 2025: Tutela del Lavoratore Italiano all'Estero

La sentenza n. 1328 del 20 gennaio 2025, emessa dalla Corte di Cassazione, rappresenta un importante punto di riferimento per la comprensione della tutela previdenziale dei lavoratori italiani che operano all'estero. In particolare, il caso in esame ha riguardato un cittadino italiano, L. D. B., che aveva lavorato negli Stati Uniti per un'impresa controllata da un'azienda italiana. La Corte ha dovuto esaminare la portata dell'articolo 7, comma 3, della legge n. 86 del 1975, che recepisce la Convenzione di Washington in materia di sicurezza sociale.

Il Contesto della Sentenza

La questione centrale riguardava l'applicabilità della legislazione italiana in materia previdenziale per i lavoratori italiani impiegati all'estero. Secondo la normativa vigente, il lavoro svolto negli Stati Uniti da un cittadino italiano è coperto dalla legislazione italiana, ma con delle limitazioni. La Corte ha chiarito che il riferimento a un'impresa controllata da un'impresa italiana deve essere interpretato come un presupposto di fatto e non come un fattore che modifichi la responsabilità del datore di lavoro.

In genere. L'art. 7, comma 3, della l. n. 86 del 1975, di recepimento della Convenzione di Washington tra Italia e U.S.A. in materia di sicurezza sociale, nel prevedere che il lavoro svolto negli Stati Uniti da un cittadino italiano alle dipendenze di un datore di lavoro italiano o di un'impresa controllata da un'impresa italiana è coperto dalla legislazione italiana, nulla immuta rispetto alla previsione di ordine generale dell'art. 2115 c.c., secondo la quale il datore di lavoro è il responsabile dell'obbligo contributivo, poiché il riferimento al lavoro alle dipendenze di impresa "controllata da un'impresa italiana" rileva quale mero presupposto di fatto per l'applicazione della legge italiana e non anche per identificare un diverso titolare degli obblighi di natura contributiva e risarcitoria.

Significato della Sentenza

La sentenza ribadisce che la responsabilità del datore di lavoro in materia previdenziale rimane invariata, indipendentemente dal fatto che il lavoratore operi per un'impresa controllata. Questo significa che le imprese italiane devono comunque rispettare gli obblighi contributivi previsti dalla normativa italiana, anche quando i lavoratori sono impiegati all'estero. La Corte, quindi, mette in evidenza la necessità di una rigorosa applicazione delle norme, garantendo così una protezione adeguata per i lavoratori italiani.

  • Riconoscimento della copertura previdenziale per i lavoratori all'estero.
  • Responsabilità del datore di lavoro invariata secondo l'art. 2115 c.c.
  • Importanza della corretta interpretazione delle normative internazionali.

Conclusione

In conclusione, la sentenza n. 1328 del 2025 offre un'importante chiarificazione riguardo alla tutela previdenziale dei lavoratori italiani all'estero. Essa sottolinea che, nonostante le complessità legate all'impiego in imprese controllate, la legge italiana rimane ferma nel garantire ai lavoratori i diritti previdenziali. Questo rappresenta un passo significativo per la protezione dei diritti dei lavoratori italiani, sia in patria che all'estero.

Studio Legale Bianucci