Commento alla Sentenza n. 16468 del 2024: Vizi di Motivazione nel DASPO

La sentenza n. 16468 del 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre spunti di riflessione significativi riguardo al provvedimento del questore impositivo dell'obbligo di presentazione all'Autorità di pubblica sicurezza, noto come DASPO. Questa pronuncia, che annulla con rinvio l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, mette in luce la centralità della motivazione nei provvedimenti restrittivi della libertà personale, soprattutto nel contesto delle manifestazioni sportive.

Il contesto normativo e la funzione del DASPO

Il DASPO è una misura preventiva adottata per contrastare la violenza in occasione di eventi sportivi. Ai sensi dell'art. 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, il questore può adottare tale provvedimento in presenza di specifiche condizioni, mirate a garantire la sicurezza pubblica. Tuttavia, la convalida da parte del giudice per le indagini preliminari è fondamentale per assicurare che tale provvedimento rispetti i diritti fondamentali degli individui.

  • Presupposti legittimanti la misura
  • Importanza della motivazione
  • Possibili conseguenze in caso di vizio

Il vizio di motivazione e le sue implicazioni

Provvedimento del questore impositivo dell'obbligo di presentazione all'Autorità di pubblica sicurezza (cd. DASPO) - Convalida del giudice per le indagini preliminari - Vizio di motivazione - Annullamento con rinvio - Ragioni. In tema di misure volte a prevenire i fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive, l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari di convalida del provvedimento del questore ex art. 6 legge 13 dicembre 1989, n. 401, emessa in presenza dei presupposti legittimanti l'adozione dello stesso, ma affetta da vizio di motivazione, dev'essere annullata con rinvio. (In motivazione, la Corte ha precisato che, operando la convalida anche sugli effetti dell'atto provvisorio convalidato e determinandone il consolidamento, il solo annullamento con rinvio assicura la momentanea paralisi, in attesa della definizione del procedimento rescissorio, dell'efficacia del titolo giuridico, giustificativo della libertà personale).

La Corte ha sottolineato che, sebbene il provvedimento del questore fosse legittimo nei presupposti, la mancanza di una motivazione adeguata comporta l'annullamento con rinvio. Questo aspetto è cruciale, poiché garantisce che le misure restrittive siano sempre supportate da un'adeguata giustificazione, tutelando i diritti dei cittadini e la loro libertà personale.

Conclusioni

La sentenza n. 16468 del 2024 rappresenta un importante punto di riferimento nella giurisprudenza riguardante il DASPO e le misure preventive in ambito sportivo. Essa riafferma la necessità di una motivazione chiara e dettagliata nei provvedimenti che limitano la libertà personale. Solo in questo modo si possono garantire equità e giustizia, evitando che provvedimenti, per quanto legittimi nei presupposti, possano risultare inefficaci o addirittura dannosi per i diritti dei cittadini. Concludendo, la pronuncia della Corte di Cassazione ci ricorda che la forma e la sostanza devono sempre procedere di pari passo nel rispetto della legalità e dei diritti fondamentali.

Studio Legale Bianucci