Sentenza n. 16480 del 2024: Ammissibilità dell'Appello e Diritto di Accesso al Giudizio

La recente sentenza n. 16480 della Corte di Cassazione, depositata il 19 aprile 2024, si rivela di grande importanza nel contesto del diritto penale, poiché chiarisce aspetti fondamentali riguardanti l'ammissibilità dell'atto di appello. In particolare, la Corte affronta il tema dell'elezione di domicilio e del diritto di accesso al giudizio, evidenziando come le norme devono essere interpretate in un'ottica di tutela dei diritti fondamentali degli individui.

Il Caso e la Decisione della Corte

Il caso riguarda l'imputato M. M., il quale ha presentato un appello contro una sentenza della Corte d'Appello di Roma. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata, sottolineando che l'elezione di domicilio, effettuata prima della pronuncia della sentenza impugnata, non viola il disposto dell'art. 581, comma 1-ter, del Codice di Procedura Penale. In particolare, la Corte ha stabilito che è ammissibile la puntuale allegazione difensiva nell'intestazione dell'atto di appello riguardo alla ricorrenza dell'elezione di domicilio presso il difensore di fiducia.

AMMISSIBILITA' E INAMMISSIBILITA' - Art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen. - Elezione di domicilio antecedente alla pronuncia della sentenza impugnata - Allegazione nell'intestazione dell'atto di appello - Ammissibilità - Ragioni. Non viola il disposto dell'art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen. la puntuale allegazione difensiva, nell'intestazione dell'atto di appello, della ricorrenza dell'elezione di domicilio, già effettuata dall'appellante presso il difensore di fiducia nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto e richiamata dal patrocinatore in adempimento del dovere di leale collaborazione tra le parti, al fine della citazione nel giudizio di secondo grado. (In motivazione, la Corte ha evidenziato la lettura costituzionalmente orientata data alla disciplina in esame, funzionale ad assicurare che non sia irragionevolmente limitato "il diritto di accesso" al giudizio di impugnazione, come affermato, peraltro, dalla Corte EDU, 28/10/2021, Succi e altri c. Italia, in sede di valutazione della compatibilità delle restrizioni normative col diritto di accesso al giudice, previsto dall'art. 6 della Convenzione).

Implicazioni per il Diritto di Accesso

La Corte di Cassazione ha messo in evidenza come il rispetto del diritto di accesso al giudizio di impugnazione sia un principio fondamentale, in linea con le disposizioni della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Questo approccio costituzionalmente orientato serve a garantire che le limitazioni normative non diventino un ostacolo irragionevole per l'accesso alla giustizia. La decisione della Corte si inserisce in un contesto più ampio di tutela dei diritti umani e di accesso alla giustizia, fondamentale in uno stato di diritto.

  • Riconoscimento dell'importanza della leale collaborazione tra le parti.
  • Chiarimento sull'ammissibilità dell'atto di appello in caso di elezione di domicilio.
  • Affermazione del diritto di accesso al giudizio di impugnazione come principio fondamentale.

Conclusioni

La sentenza n. 16480 del 2024 rappresenta un passo significativo nella giurisprudenza italiana, poiché chiarisce i principi di ammissibilità degli atti di appello e riafferma il diritto di accesso al giudizio. Questo contribuisce a creare un sistema giuridico più equo e accessibile, dove i diritti dei cittadini sono adeguatamente tutelati. È fondamentale che gli operatori del diritto e i cittadini siano consapevoli di queste disposizioni e dei loro diritti all'interno del processo penale.

Studio Legale Bianucci