Sentenza n. 26520 del 2024: la configurabilità del delitto di dichiarazione fraudolenta

La recente sentenza n. 26520 del 14 marzo 2024, depositata il 5 luglio 2024, della Corte di Cassazione ha affrontato un tema cruciale per il diritto tributario: la configurabilità del delitto di dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti. L'oggetto della decisione è stato l'imputato M. R., accusato di aver emesso fatture per acquisti di beni a un prezzo non congruo, ma realmente effettuati. La Corte ha annullato senza rinvio la condanna, chiarendo importanti principi sulla distinzione tra frode e legittimità delle operazioni commerciali.

Il contesto giuridico

Secondo quanto stabilito dall'art. 2 del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, la dichiarazione fraudolenta si configura quando vi è l'uso di fatture o documenti per operazioni inesistenti. Tuttavia, la Corte ha evidenziato che l'indicazione di fatture che attestano operazioni commerciali effettivamente svolte, anche se a un prezzo non congruo, non integra automaticamente il delitto contestato. Questo è un aspetto fondamentale, in quanto la realtà dell'operazione deve prevalere sulla discrepanza di prezzo.

La massima della sentenza

Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti – Acquisti di beni per l’attività di impresa ad un prezzo incongruo – Reato di cui all’art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000 – Configurabilità – Ragioni – Fattispecie. In tema di reati tributari, non integra il delitto di cui dall'art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, l'indicazione, nella dichiarazione relativa alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, di fatture per l'acquisto, a un prezzo non congruo, di beni utilizzati per l'attività di impresa, nel caso in cui l'operazione commerciale sia stata realmente effettuata e il prezzo concretamente corrisposto, posto che tali fatture, descrivendo in modo corrispondente alla realtà l'operazione eseguita, non implicano alcuna divergenza tra la realtà commerciale e la sua espressione documentale. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio la condanna per il delitto in oggetto, emessa in relazione all'utilizzo, da parte di una società produttrice di vini, di fatture concernenti l'acquisto, realmente avvenuto, di uva, attestanti costi di molto superiori al prezzo medio di vendita di tale prodotto).

Implicazioni pratiche e conclusioni

Questa sentenza segna un'importante evoluzione nella giurisprudenza riguardante i reati tributari. Gli imprenditori dovranno ora prestare particolare attenzione alla documentazione fiscale, assicurandosi che ogni operazione sia debitamente giustificata e documentata. È essenziale, infatti, che le fatture riflettano operazioni realmente avvenute. Le conseguenze di un'errata interpretazione della normativa possono risultare gravi, ma questa sentenza aiuta a chiarire che la mera incongruenza di prezzo non è sufficiente a configurare il reato. La Corte di Cassazione ha, quindi, ribadito l'importanza di valutare la sostanza delle operazioni commerciali al di sopra della forma, un principio che dovrà guidare le future decisioni in materia.

Studio Legale Bianucci