La Sentenza n. 25122 del 2023: Riconoscimento Fotografico e Utilizzabilità delle Prove nel Diritto Penale

La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 25122 del 07/03/2023 offre importanti spunti di riflessione sull'utilizzo delle prove nel processo penale, in particolare riguardo al riconoscimento fotografico. La questione centrale è se tale prova possa essere utilizzata in assenza di un riconoscimento personale in dibattimento, aprendo un dibattito fondamentale sulle modalità di identificazione degli imputati.

Il Contesto della Sentenza

Il caso ha coinvolto l'imputato M. Z. e si è sviluppato attorno alla validità del riconoscimento fotografico effettuato durante le indagini preliminari. La Corte ha stabilito che, sebbene non vi sia stata una ricognizione personale in dibattimento, l'identificazione del soggetto può comunque essere considerata valida se supportata da dichiarazioni oggettive e concordanti.

  • La prova fotografica può sostituire l'identificazione diretta.
  • È fondamentale la presenza di dati oggettivi che corroborino la testimonianza.
  • Il tempo trascorso dall'evento può influenzare la memoria del testimone, ma non esclude la validità della prova.
Riconoscimento fotografico effettuato nel corso delle indagini preliminari - Mancata ricognizione in dibattimento - Utilizzabilità del riconoscimento fotografico ed idoneità a fondare l’affermazione di responsabilità - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie. In tema di prove non disciplinate dalla legge, ove all'individuazione fotografica effettuata in fase di indagini preliminari non faccia seguito, in fase dibattimentale, la ricognizione personale dell'imputato presente in termini di "assoluta certezza", la prova dell'identificazione del predetto può essere raggiunta anche mediante la valutazione della precedente dichiarazione confermativa dell'individuazione fotografica, verificando l'esistenza di dati obiettivi, eventualmente anche riferiti dal testimone, che forniscano spiegazione del mancato ricordo in termini di sicura concordanza. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione di condanna emessa a fronte del mancato riconoscimento dell'imputato da parte di testimone oculare, che aveva giustificato l'affievolirsi del ricordo inerente alla persona con il tempo trascorso dai fatti, ma che, al contempo, aveva riconosciuto il veicolo utilizzato per la fuga dai rapinatori, circostanza che trovava "aliunde" riscontro estrinseco).

Implicazioni della Sentenza

La decisione della Corte di Cassazione pone in evidenza la flessibilità della normativa probatoria in Italia, consentendo di utilizzare il riconoscimento fotografico come prova valida anche in assenza di un forte legame tra il testimone e l'imputato. Questa sentenza si allinea con i principi del Giusto Processo, sanciti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, che mira a garantire un equilibrio tra le esigenze di giustizia e i diritti dell'imputato.

Conclusioni

La sentenza n. 25122 del 2023 rappresenta un'importante pietra miliare nella giurisprudenza italiana riguardante le prove nel processo penale. Essa chiarisce che, sebbene il riconoscimento personale in dibattimento sia preferibile, la sua mancanza non inficia necessariamente la validità di altre forme di identificazione, come il riconoscimento fotografico. Le implicazioni di questa decisione potrebbero influenzare futuri casi e la pratica legale in Italia, rendendo fondamentale per gli avvocati e gli operatori del diritto una comprensione approfondita di questi sviluppi normativi.

Studio Legale Bianucci