Commento alla sentenza n. 28269/2023: la tenuità del danno nel delitto di rapina

La sentenza n. 28269 del 31 maggio 2023 della Corte di Cassazione rappresenta un importante intervento giurisprudenziale in materia di delitti contro il patrimonio e, in particolare, in relazione alla configurabilità della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità nel delitto di rapina. In questa decisione, la Corte ha chiarito che la valutazione della tenuità del danno non può limitarsi al solo valore del bene sottratto, ma deve considerare anche le conseguenze materiali e morali per la persona offesa.

La decisione della Corte di Cassazione

Nel caso specifico, la Corte ha rigettato il ricorso presentato da M. C., imputato di rapina, ritenendo che il danno subito dalla vittima, per un valore di 700 euro, non fosse di lieve entità. La Corte ha sottolineato che, per configurare la circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, è necessario esaminare l'evento nella sua totalità, tenendo conto della natura plurioffensiva del delitto di rapina.

TENUITA' - Configurabilità con riguardo al delitto di rapina - Condizioni - Valutazione globale dell'evento dannoso o pericoloso - Necessità - Fattispecie. In tema di circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, la sua configurabilità in relazione al delitto di rapina non postula il solo modestissimo valore del bene mobile sottratto, essendo necessario valutare anche gli effetti dannosi connessi alla lesione della persona contro cui la violenza o la minaccia sono state esercitate, attesa la natura plurioffensiva del delitto, lesivo non solo del patrimonio, ma anche della libertà e dell'integrità fisica e morale della persona aggredita per la realizzazione del profitto. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione con la quale era stata esclusa tale attenuante sul duplice rilievo che il danno cagionato alla persona offesa, cui erano stati sottratti beni del valore di 700,00 euro, non fosse di lieve entità indipendentemente dalla capacità della predetta di sopportarlo e che l'azione predatoria era stata realizzata mediante minaccia a mano armata).

Riflessioni sulla giurisprudenza e le norme vigenti

Questa sentenza si inserisce in un contesto giuridico in cui la valutazione del danno nel delitto di rapina è fondamentale per la determinazione delle pene e delle circostanze attenuanti. In particolare, secondo l'articolo 62, comma 1, lettera 4, del Codice Penale, il giudice deve considerare non solo il valore del bene sottratto, ma anche le modalità di realizzazione del reato e le conseguenze per la vittima. È importante, quindi, che gli operatori del diritto siano consapevoli della necessità di un approccio olistico nella valutazione dei reati contro il patrimonio.

  • Valutazione del danno non limitata al solo valore economico
  • Considerazione delle conseguenze morali e fisiche per la vittima
  • Importanza della natura plurioffensiva del delitto di rapina

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 28269 del 2023 ci offre un'importante riflessione sulla complessità della valutazione dei delitti di rapina. La Corte di Cassazione ha messo in luce l'importanza di considerare non solo il valore dei beni sottratti, ma anche il contesto in cui avviene il reato e le conseguenze che questo comporta per la persona offesa. Questo approccio non solo tutela la vittima, ma contribuisce anche a una giustizia più equa e ponderata.

Studio Legale Bianucci