Sentenza n. 48275 del 2023: Riflessioni sulla Nullità nel Giudizio Cartolare

La recente sentenza n. 48275 del 20 ottobre 2023 ha sollevato importanti questioni riguardo alla disciplina del giudizio cartolare in un contesto emergenziale. In particolare, si esamina la rilevanza della violazione del termine di comparizione stabilito dall'art. 601, comma 3, del codice di procedura penale, che ha portato a una nullità di ordine generale. Questa decisione si inserisce nel panorama giuridico attuale, influenzato dalle misure straordinarie adottate per contenere la pandemia da Covid-19.

Il Contesto Normativo e le Implicazioni della Sentenza

Secondo la sentenza, nel giudizio cartolare di appello, il mancato rispetto del termine di venti giorni per la comparizione dell'imputato è considerato una nullità rilevabile solo con il primo atto utile. La norma prevede che tale eccezione possa essere proposta attraverso una memoria o le conclusioni ex art. 23-bis della legge 18 dicembre 2020, n. 176. Tuttavia, nel caso specifico, l'eccezione è stata considerata tardiva, in quanto proposta successivamente con un ricorso per cassazione.

Disciplina emergenziale per il contenimento della pandemia da Covid-19 - Giudizio cartolare - Violazione del termine a comparire - Nullità a regime intermedio - Rilevabilità con il ricorso per cassazione - Tardività - Fattispecie. Nel giudizio cartolare di appello celebrato nel vigore della disciplina emergenziale per il contenimento della pandemia da Covid-19, il mancato rispetto del termine di venti giorni stabilito dall'art. 601, comma 3, cod. proc. pen., dando luogo a una nullità di ordine generale relativa all'intervento dell'imputato, è deducibile dal difensore solo con il primo atto utile, sia esso una memoria ovvero le conclusioni ex art. 23-bis legge 18 dicembre 2020, n. 176, sicché l'eccezione proposta con il ricorso per cassazione è tardiva. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sanata la nullità conseguente alla tardività della citazione in appello sul rilievo che il difensore aveva omesso di inviare richiesta di rinvio ovvero di trattazione orale).

Questa sentenza evidenzia come, in un periodo di emergenza come quello causato dalla pandemia, le norme procedurali necessitino di un'interpretazione particolarmente attenta al fine di garantire i diritti degli imputati. La Corte ha ritenuto che la tardività della citazione in appello, in questo caso, fosse sanata, poiché il difensore non aveva richiesto un rinvio o una trattazione orale, indicando un possibile deficit di attenzione nella gestione del processo.

Le Conseguenze per il Difensore e l'Imputato

  • Importanza di rispettare i termini: La sentenza sottolinea che il rispetto dei termini è cruciale per evitare nullità procedurali.
  • Ruolo del difensore: Il difensore deve agire tempestivamente per tutelare i diritti del suo assistito, presentando eventuali eccezioni nei termini previsti.
  • Effetti della pandemia: La disciplina emergenziale non può essere un pretesto per trascurare le norme procedurali, ma deve essere interpretata in modo da proteggere i diritti fondamentali.

Conclusioni

La sentenza n. 48275 del 2023 ci offre uno spunto di riflessione sulla delicatezza delle procedure penali in tempi di emergenza. È fondamentale che i professionisti del diritto siano sempre vigili e pronti a far valere i diritti dei loro assistiti, anche in contesti complessi come quello attuale. La giurisprudenza continua a evolversi e a fornire indicazioni preziose su come affrontare le sfide legali nel rispetto della normativa vigente.

Studio Legale Bianucci