Commento all'Ordinanza n. 28583 del 2024: Inammissibilità del Ricorso per Abnormità

L'Ordinanza n. 28583 del 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, affronta un tema cruciale nel diritto penale: la ricorribilità per cassazione delle ordinanze di archiviazione da parte del giudice per le indagini preliminari (GIP). Questo provvedimento, che ha destato interesse tra gli operatori del diritto, chiarisce alcuni aspetti fondamentali legati all'inammissibilità del ricorso in caso di rigetto dell'opposizione della persona offesa.

Le Questioni Giuridiche Sottese all'Ordinanza

Innanzitutto, la Corte sottolinea che l'ordinanza di archiviazione non può essere impugnata per cassazione se non presenta abnormità, sia strutturale che funzionale. In altre parole, affinché un provvedimento possa essere considerato impugnabile, deve necessariamente manifestare delle anomalie che ne pregiudichino la legittimità. Questo principio è di fondamentale importanza, in quanto tutela la certezza del diritto e la stabilità delle decisioni giurisdizionali.

Ordinanza di archiviazione a seguito di rigetto della opposizione della persona offesa - Ricorribilità per cassazione per abnormità - Esclusione – Inammissibilità ex art. 591, comma 1, lett. B), cod. proc. pen. – Sussistenza - Applicabilità della procedura “de plano” ex art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen. - Sussistenza. L'ordinanza di archiviazione emessa dal giudice per le indagini preliminari in esito al rigetto dell'opposizione della persona offesa, non essendo affetta da abnormità né strutturale, né funzionale, non è impugnabile per cassazione e l'inammissibilità, ex art. art. 591, comma 1, lett. b), cod. proc. pen., del ricorso eventualmente proposto può essere dichiarata con procedura 'de plano', ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

La Procedura “De Plano” e le Implicazioni Pratiche

L'Ordinanza fa riferimento alla possibilità di dichiarare l'inammissibilità del ricorso attraverso la procedura “de plano”, prevista dal codice di procedura penale. Questa procedura consente al giudice di esaminare rapidamente e senza formalità l'ammissibilità del ricorso, evitando un approfondito esame di merito che, in questo caso, non sarebbe giustificato. Ciò rappresenta un'importante semplificazione del processo, che mira a garantire un'efficace amministrazione della giustizia.

Conclusioni

In conclusione, l'Ordinanza n. 28583 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella definizione delle modalità di impugnazione delle ordinanze di archiviazione. Essa conferma la necessità di una rigorosa distinzione tra provvedimenti impugnabili e non, rafforzando il principio di legalità e le garanzie per le parti coinvolte. Gli operatori del diritto devono prestare particolare attenzione a tali orientamenti, poiché essi possono influenzare significativamente le strategie difensive e le aspettative di risultato in sede penale.

Studio Legale Bianucci