Sentenza n. 27061 del 2023: La legittimazione della persona offesa nella truffa

La sentenza n. 27061 del 28 aprile 2023 rappresenta un'importante pronuncia della Corte di Cassazione riguardante il reato di truffa. In essa si chiarisce la figura della persona offesa nel contesto della legittimazione a presentare querela, un aspetto cruciale per comprendere i diritti delle vittime di frodi. La Corte ha annullato una decisione di condanna, stabilendo che solo il titolare del patrimonio leso ha diritto a proporre querela, escludendo così chi è stato indotto in errore ma non ha subito danni patrimoniali diretti.

Il principio della legittimazione a proporre querela

Secondo la massima espressa nella sentenza,

Persona offesa dal reato - Titolare del patrimonio inciso dalla condotta truffaldina - Induzione in errore di altro soggetto - Legittimazione di quest’ultimo a proporre querela - Esclusione - Fattispecie. In tema di truffa, la persona offesa dal reato, titolare del diritto di querela, è il detentore del bene giuridico leso o messo in pericolo e, dunque, colui che subisce le conseguenze patrimoniali dell'azione delittuosa correlative al conseguimento dell'ingiusto profitto da parte dell'agente, sicché, nel caso in cui il soggetto danneggiato non coincida con quello indotto in errore, la querela sporta da quest'ultimo è priva di ogni effetto. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio per difetto di querela la decisione di condanna per il delitto di truffa on-line, individuando come persona legittimata a presentare la querela il titolare del conto corrente utilizzato per effettuare il bonifico sulla carta PostePay intestata all'imputata e non il destinatario degli artifici e raggiri).(Conf.: n. 10259 del 1993, Rv. 195869-01).
La Corte ha affermato che la legittimazione a presentare querela spetta solo a chi ha subito un danno diretto, cioè chi detiene il bene giuridico leso. Questo significa che non basta essere stati ingannati o indotti in errore; è necessario che ci sia una correlazione diretta tra la condotta truffaldina e la perdita patrimoniale.

Implicazioni pratiche della sentenza

Le implicazioni pratiche di tale pronuncia sono significative. Tra le più rilevanti possiamo elencare:

  • Chiarezza nella definizione della figura del querelante in caso di truffa.
  • Necessità per le vittime di truffa di documentare adeguatamente la loro posizione patrimoniale.
  • Possibilità di ricorso a strumenti legali diversi per chi è indotto in errore ma non ha subito un danno diretto.

In questo contesto, è fondamentale che le vittime di truffa comprendano i propri diritti e le modalità per tutelarli, tenendo conto della specificità della figura della persona offesa nel diritto penale.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 27061 del 2023 della Corte di Cassazione rappresenta un passo avanti nella chiarezza delle norme riguardanti la truffa e la legittimazione a proporre querela. La distinzione tra chi ha subito un danno patrimoniale e chi è stato semplicemente ingannato è cruciale per la tutela dei diritti delle vittime. È fondamentale che i professionisti del settore legale e le vittime stesse siano consapevoli di queste differenze per agire correttamente e tutelare i propri interessi.

Studio Legale Bianucci