Commento sulla Sentenza n. 16979 del 2024: Contributi Covid-19 e Indebita Percezione

La recente sentenza n. 16979 del 28 marzo 2024, depositata il 23 aprile 2024, ha trattato un tema di grande attualità e rilevanza, quello della indebita percezione di erogazioni pubbliche, in particolare riguardo ai contributi economici a fondo perduto erogati dallo Stato italiano ai soggetti danneggiati dalla pandemia da Covid-19. La Corte di Cassazione ha escluso l’applicazione dell’aggravante relativa agli interessi finanziari dell’Unione Europea in questo specifico contesto, fornendo così un importante chiarimento giuridico.

Il Contesto Normativo

La questione centrale della sentenza riguarda l'applicazione dell'articolo 316-ter del Codice Penale, che disciplina il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. In particolare, la Corte ha chiarito che l’aggravante dell’offesa agli interessi finanziari dell’Unione Europea non è configurabile per i contributi erogati a sostegno delle vittime della pandemia. Questo approccio si basa sulla Direttiva U.E. n. 2017/1371, che richiede una interpretazione restrittiva della nozione di “interessi finanziari dell’Unione europea”.

Analisi della Sentenza

Indebita percezione di erogazioni pubbliche - Circostanza aggravante dell'offesa agli interessi finanziari dell'Unione europea - Contributi economici erogati dallo Stato italiano ai soggetti danneggiati dalla pandemia "Covid 19" - Applicazione - Esclusione - Ragioni. In tema di indebita percezione di erogazioni pubbliche, l'aggravante dell'offesa agli interessi dell'Unione europea di cui all'art. 316-ter, comma primo, ultimo periodo, cod. pen. non è configurabile in caso di indebita percezione dei contributi economici a fondo perduto erogati dallo Stato italiano ai soggetti danneggiati dalla pandemia "Covid 19" in forza del c.d. decreto sostegni (d.l. 22 marzo 2021, n. 41) e del c.d. decreto sostegni bis (d.l. 25 maggio 2021, n. 73). (In motivazione, la Corte ha precisato che la nozione di "interessi finanziari dell'Unione europea" di cui alla Direttiva U.E. n. 2017/1371 è di stretta interpretazione e non si estende al patrimonio degli Stati membri, anche se di interesse per le politiche dell'Unione).

La Corte ha motivato la sua decisione sottolineando che i contributi in questione non incidono sulla sfera patrimoniale dell’Unione Europea, ma sono piuttosto delle misure di sostegno statali destinate ad affrontare una crisi sanitaria senza precedenti. Pertanto, l’idea che il patrimonio degli Stati membri potesse essere considerato parte integrante degli interessi finanziari dell’Unione è stata esclusa.

Conclusioni

In sintesi, la sentenza n. 16979 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella definizione dei confini del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, evidenziando la necessità di una interpretazione rigorosa delle norme europee in materia. Questo caso offre un chiaro esempio di come la giurisprudenza possa influenzare la pratica legale, soprattutto in un periodo in cui le misure di sostegno sono fondamentali per la ripresa economica. È quindi essenziale che gli operatori del diritto seguano con attenzione l'evoluzione della normativa e della giurisprudenza in questo ambito.

Studio Legale Bianucci