Reati tributari e sequestro preventivo: commento sulla sentenza n. 28709 del 2024

La sentenza n. 28709 del 14 maggio 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre importanti chiarimenti sul tema dei reati tributari e delle misure cautelari. In particolare, la Corte si è espressa riguardo all’applicazione della speciale causa di non punibilità prevista dall’art. 23 del decreto legge n. 34 del 2023, convertito dalla legge n. 56 del 2023. Questo articolo ha introdotto la possibilità di una definizione agevolata delle controversie tributarie, ma la sentenza analizza fino a che punto questa norma possa influenzare le misure cautelari come il sequestro preventivo.

Il contesto normativo e la sentenza

La questione centrale affrontata dalla Corte riguarda l'interazione tra l'accordo tra contribuente e amministrazione finanziaria e la possibilità di adottare misure cautelari. La Corte ha stabilito che, nonostante la definizione agevolata, il sequestro preventivo può essere disposto, in quanto la sua funzione è quella di garantire l’efficacia delle misure ablative qualora il versamento promesso non venga effettuato.

Reati tributari - Causa speciale di non punibilità ex art. 23 d.l. n. 34 del 2023, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 56 del 2023 - Ostatività al sequestro preventivo del profitto del reato - Esclusione - Ragioni. In tema di reati tributari, la speciale causa di non punibilità prevista dall'art. 23 d.l. 30 marzo 2023, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 56, per il caso di intervenuto accordo tra contribuente e amministrazione finanziaria per la definizione agevolata della controversia mediante pagamento rateale del debito tributario non osta al sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle somme costituenti profitto del reato, posto che la funzione del vincolo cautelare è quella di garantire che l'adottata misura ablativa, inefficace con riguardo alla parte coperta dall'impegno, esplichi i propri effetti qualora il versamento promesso non si verifichi.

Le implicazioni della sentenza

Questa sentenza ha importanti implicazioni per i contribuenti che si trovano a dover affrontare contestazioni fiscali. In particolare, è fondamentale sottolineare che la possibilità di definire agevolmente una controversia tributaria non elimina il rischio di misure cautelari come il sequestro preventivo. La Corte ha evidenziato che, in caso di mancato adempimento degli obblighi previsti dall'accordo, le somme sequestrate possono essere utilizzate per garantire l’efficacia dell’azione di recupero da parte dell’amministrazione.

  • Valutazione delle misure cautelari nei reati tributari
  • Strategie di difesa per i contribuenti
  • Riflessioni sulla riforma normativa in ambito tributario

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 28709 del 2024 rappresenta un importante punto di riferimento per la comprensione delle dinamiche tra reati tributari e misure cautelari. I contribuenti devono essere consapevoli che, nonostante le recenti norme favorevoli, la possibilità di sequestro preventivo rimane una realtà concreta. È fondamentale, pertanto, avvalersi di una consulenza legale esperta per navigare in questo complesso panorama normativo.

Studio Legale Bianucci