Commento sulla Sentenza n. 24375 del 2023: Misure Cautelari in Delitti di Natura Sessuale

La sentenza n. 24375 del 22 febbraio 2023 della Corte di Cassazione, deposta il 7 giugno 2023, rappresenta un'importante pronuncia in materia di misure cautelari personali, in particolare riguardo ai delitti di natura sessuale. La Corte, presieduta da G. Sarno e relatore V. Di Nicola, ha affrontato temi cruciali che riguardano i criteri di valutazione da parte del giudice, fornendo un chiarimento significativo sulle modalità di applicazione delle misure cautelari.

Il Contesto della Sentenza

La questione centrale della pronuncia riguarda l'obbligo del giudice di specificare le esigenze investigative nel caso di misure cautelari per delitti sessuali. La Corte ha stabilito che, in presenza di gravi indizi di colpevolezza, non è necessario motivare in merito alla sussistenza di specifiche esigenze di indagine, né tantomeno fissare una scadenza per l'attività di indagine. Questo aspetto si fonda sulla presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari, come previsto dall'articolo 275, comma 3, del codice di procedura penale.

CRITERI - Ritenuta sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in ordine a delitti di natura sessuale – Obbligo del giudice che valuti sussistente il pericolo di inquinamento probatorio di indicare le specifiche ed inderogabili esigenze relative alle indagini e di fissare la data di scadenza delle stesse – Esclusione – Ragioni. In tema di misure cautelari personali, il giudice che valuti sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in ordine a delitti di natura sessuale non è tenuto a motivare circa la ricorrenza di specifiche e inderogabili esigenze investigative riguardanti i fatti per cui si procede, in relazione a situazioni di concreto e attuale pericolo per l'acquisizione o la genuinità della prova, né è obbligato a fissare la data entro cui espletare la necessaria attività d'indagine, stante la sussistenza della presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari sancita dall'art. 275, comma 3, cod. proc. pen. (In motivazione, la Corte ha aggiunto che spetta eventualmente all'indagato indicare gli elementi contrari che depongono per l'insussistenza certa dell'esigenza, diversamente ammettendosi una non corretta sovrapposizione tra procedimenti cautelari che seguono, "ex positivo iure", regole diverse).

Le Implicazioni della Sentenza

Questa pronuncia ha delle rilevanti implicazioni pratiche per il sistema giudiziario. In particolare, essa chiarisce che il carico della prova in merito all'insussistenza delle esigenze cautelari può ricadere sull'indagato, il quale deve fornire elementi che dimostrino l'assenza di un pericolo concreto per l'acquisizione delle prove. Ciò rompe con una prassi in cui era richiesta una motivazione più dettagliata da parte del giudice, semplificando il processo e accelerando i tempi di risposta nel caso di delitti sessuali.

  • Chiarezza sui criteri di valutazione delle misure cautelari.
  • Riduzione del carico motivazionale per il giudice.
  • Maggiore responsabilizzazione dell'indagato nella contestazione delle esigenze cautelari.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 24375 del 2023 rappresenta un passo importante nella definizione delle modalità di applicazione delle misure cautelari in materia di delitti di natura sessuale. Con la propria decisione, la Corte di Cassazione non solo chiarisce le responsabilità del giudice, ma offre anche una nuova prospettiva sul bilanciamento tra esigenze investigative e diritti dell'indagato. Questo potrebbe avere un impatto significativo sulla gestione dei procedimenti penali in futuro, soprattutto in un contesto così delicato come quello dei delitti sessuali.

Studio Legale Bianucci