Sentenza n. 25274 del 2023: L'applicazione cumulativa delle aggravanti nella rapina

La recente sentenza n. 25274 del 6 aprile 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, offre spunti significativi sull'applicazione delle aggravanti in tema di rapina. In particolare, si esamina la legittimità dell'applicazione cumulativa dell'aggravante comune di cui all'art. 112, n. 1, del Codice Penale e dell'aggravante speciale di cui all'art. 628, comma primo, del medesimo codice. Questa decisione chiarisce importanti aspetti relativi alla pericolosità e alla forza intimidatrice che caratterizzano i reati di rapina.

Il contesto normativo delle aggravanti nella rapina

Per comprendere appieno la sentenza, è essenziale fare riferimento alle norme coinvolte. L'art. 112, n. 1, del Codice Penale prevede un'aggravante comune per il concorso di persone nel reato, mentre l'art. 628, comma primo, disciplina le circostanze aggravanti specifiche legate all'uso della violenza o della minaccia durante la rapina. La Corte ha stabilito che entrambe le aggravanti possono coesistere, poiché puniscono aspetti differenti della condotta criminosa:

  • Aggravante comune (art. 112, n. 1): Riguarda la maggiore pericolosità insita nella compartecipazione al reato da parte di più persone, evidenziando la capacità criminale collettiva.
  • Aggravante speciale (art. 628, comma primo): Si concentra sulla forza intimidatrice derivante dalla violenza o dalla minaccia esercitata simultaneamente da più soggetti, che riduce la possibilità di difesa della vittima.

Le ragioni della legittimità dell'applicazione cumulativa

La Corte ha affermato che l'applicazione simultanea di entrambe le aggravanti è legittima, in quanto ciascuna di esse punisce un aspetto diverso della condotta criminosa. La decisione sottolinea come la compartecipazione di più persone non solo accresca la capacità di intimidazione nei confronti della vittima, ma amplifichi anche la pericolosità del reato. Questo approccio consente di meglio riflettere la realtà dei fatti, dove la pluralità dei partecipanti a un atto criminoso può generare una situazione di vulnerabilità per la vittima.

Aggravante speciale di cui all'art. 628, comma primo, cod. pen. - Applicazione cumulativa con l'aggravante comune di cui all'art. 112, n. 1, cod. pen. - Legittimità - Ragioni. In tema di rapina, è legittima l'applicazione cumulativa dell'aggravante comune di cui all'art. 112, n. 1, cod. pen. e dell'aggravante speciale di cui all'art. 628, comma primo, cod. pen., posto che la prima punisce più severamente la maggior pericolosità insita nella compartecipazione al reato di una pluralità di persone, idonea a determinare una più incisiva capacità criminale del gruppo, mentre la seconda sanziona più gravemente la maggiore forza intimidatrice derivante dalla violenza o della minaccia promanante simultaneamente da più persone compresenti all'azione predatoria, cui fa riscontro la minorata possibilità di difesa della vittima.

Conclusioni

La sentenza n. 25274 del 2023 rappresenta un importante passo nella giurisprudenza italiana riguardante il diritto penale, confermando l'importanza della valutazione complessiva delle circostanze aggravanti nei reati di rapina. Essa offre un quadro chiaro su come la legge intenda punire non solo il reato in sé, ma anche il contesto in cui si verifica, garantendo una risposta adeguata alla crescente pericolosità sociale. Tale approccio è fondamentale per tutelare le vittime e per mantenere l'ordine pubblico nella società.

Studio Legale Bianucci