La Sentenza n. 24487 del 2023: Il Raggiro attraverso il Silenzio in Caso di Truffa

La recente sentenza n. 24487 del 18 aprile 2023, depositata il 7 giugno 2023, offre spunti significativi per comprendere le dinamiche della truffa nel contesto delle obbligazioni pecuniarie. Il caso ha coinvolto M. P., accusato di aver omesso di comunicare il decesso di un beneficiario di pensione all'INPS, continuando a percepire indebitamente i ratei pensionistici. Questa fattispecie inquadra un tema cruciale: fino a che punto il silenzio di un soggetto può essere considerato un raggiro?

Il Raggiro come Condotta di Truffa

Secondo la Corte di Cassazione, il silenzio su eventi significativi, come la morte di un beneficiario di pensione, può costituire condotta di raggiro. In particolare, la sentenza sottolinea che l'omissione di comunicazione sul sopravvenuto decesso di un soggetto, pur essendo un comportamento passivo, può avere effetti attivi nel trarre in inganno il debitore riguardo alla persistenza di un'obbligazione. In questo caso, la condotta di M. P. non si limitava a un semplice silenzio, ma si estendeva all'esercizio fraudolento di poteri derivanti da una procura speciale per operare su un conto corrente.

Silenzio serbato su un evento sopravvenuto da cui dipende la cessazione dell'obbligazione pecuniaria - Idoneità ad integrare un raggiro - Condizioni - Fattispecie. In tema di truffa, integra la condotta di raggiro il silenzio sul sopravvenuto verificarsi di un evento, che costituisce il presupposto della permanenza di un'obbligazione pecuniaria a carattere periodico, posto che il silenzio del beneficiario, pur indiretto, di detta prestazione è attivamente orientato a trarre in inganno il debitore sul permanere della causa dell'obbligazione. (Fattispecie in cui si è ritenuto che costituisse comportamento truffaldino non solo l'omessa comunicazione all'INPS del decesso del beneficiario della pensione, ma anche l'esercizio fraudolento da parte dell'imputato, a seguito di tale evento, di poteri derivanti dal rilascio di una procura speciale a operare sul conto corrente sul quale erano accreditati i ratei pensionistici, condotta idonea a trarre in inganno l'ente sull'esistenza in vita dell'avente diritto).

Implicazioni e Riferimenti Normativi

La sentenza richiama l'attenzione su importanti articoli del Codice Penale, come l'art. 640, che disciplina la truffa, e l'art. 646, che tratta delle falsità documentali. La Corte di Cassazione, citando precedenti massime, ha ribadito che il comportamento di M. P. integra una condotta di raggiro da considerarsi ai fini della punibilità. Questo orientamento giurisprudenziale evidenzia come il silenzio, in determinate circostanze, non possa essere considerato un mero atteggiamento passivo, ma piuttosto un atto di inganno attivo.

  • Silenzio come elemento di raggiro
  • Obbligazione pecuniaria e sua cessazione
  • Riferimenti normativi pertinenti

Conclusioni

La sentenza n. 24487 del 2023 rappresenta un'importante chiarificazione in materia di truffa, evidenziando che il silenzio su eventi rilevanti può assumere una valenza penalmente rilevante. È fondamentale che i professionisti del diritto, così come i cittadini, comprendano le implicazioni di tali comportamenti, poiché la giurisprudenza tende a sanzionare severamente le condotte che mirano a ingannare le istituzioni e a perpetrare frodi. In un contesto in cui la trasparenza e la comunicazione sono essenziali, questa sentenza invita a riflettere sull'importanza di un comportamento etico e responsabile.

Studio Legale Bianucci