Mandato di arresto europeo: commento sulla sentenza n. 261/22 del 2023

La recente sentenza n. 51798 del 28 dicembre 2023 della Corte di Cassazione offre un'importante interpretazione riguardo al mandato di arresto europeo, in particolare in relazione ai diritti dell'infanzia. La Corte ha esaminato il caso della madre di un bambino di età inferiore a tre anni, stabilendo condizioni specifiche per il rifiuto della consegna.

Il contesto giuridico

Il mandato di arresto europeo è uno strumento giuridico che permette l'arresto e l'estradizione di un soggetto ricercato in uno Stato membro dell'Unione Europea. Tuttavia, la protezione dei diritti fondamentali, in particolare quelli dei minori, gioca un ruolo cruciale in queste procedure. La Corte di giustizia dell'Unione europea, con la sentenza C-261/22, ha stabilito che l'autorità giudiziaria di esecuzione non può rifiutare la consegna della madre solo perché questa ha un figlio convivente di età inferiore ai tre anni. Tale decisione si basa sull'obbligo per la parte richiedente di dimostrare specifiche carenze nel sistema giuridico del paese richiedente.

261/22, l'autorità giudiziaria di esecuzione non può rifiutare la consegna sol perché la persona richiesta sia madre di prole con lei convivente di età inferiore a tre anni, essendo onere della parte allegare specifiche circostanze rivelatrici della esistenza, nello Stato richiedente, di carenze strutturali e di sistema tali da esporre a concreto rischio la tutela dei diritti dell'infanzia. (In motivazione la Corte ha precisato che, solo nel caso in cui siano acquisiti elementi di valutazione basati su fonti internazionali riconosciute ed attendibili, la Corte di appello è tenuta a richiedere allo Stato emittente informazioni suppletive).

Le implicazioni della sentenza

Questa sentenza sottolinea un principio fondamentale: la protezione dei diritti dei minori non deve diventare un pretesto per evitare l'applicazione della legge. È compito della parte richiedente fornire prove concrete di eventuali rischi per il minore nel paese di origine. Questo aspetto è particolarmente rilevante in un contesto di cooperazione giuridica internazionale, dove la fiducia tra gli Stati membri è essenziale.

  • La sentenza evidenzia la necessità di una valutazione approfondita delle condizioni di vita nel paese richiedente.
  • Essa chiarisce che la mera condizione di maternità non giustifica automaticamente un rifiuto della consegna.
  • In caso di dubbi, l'autorità giudiziaria deve richiedere informazioni supplementari allo Stato emittente.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 51798 del 28 dicembre 2023 rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela dei diritti dei minori anche in ambito di mandato di arresto europeo. Essa stabilisce chiaramente che la protezione dei diritti dell'infanzia non deve compromettere la giustizia e l'applicazione delle leggi. Le autorità giudiziarie devono agire con responsabilità e concretezza, bilanciando le esigenze di giustizia e la protezione dei soggetti più vulnerabili.

Studio Legale Bianucci