La Sentenza n. 47927 del 2023: L'importanza del mandato a impugnare nel ricorso per cassazione

La sentenza n. 47927 del 20 ottobre 2023, depositata il 1 dicembre 2023, si inserisce in un contesto giuridico di rilevante attualità, affrontando la questione dell'ammissibilità del ricorso per cassazione in relazione all'obbligo di deposito di un mandato a impugnare. Questa decisione è particolarmente significativa poiché introduce chiarimenti sulla normativa vigente in tema di impugnazioni, stabilendo regole precise per gli imputati assenti.

Il Contesto Normativo

Il riferimento principale della sentenza è l'articolo 581, comma 1-quater, del codice di procedura penale, introdotto dal Decreto Legislativo n. 150 del 10 ottobre 2022. Tale norma stabilisce che, in caso di assenza dell'imputato, è necessario conferire al difensore un mandato specifico per procedere all'impugnazione, pena l'inammissibilità della stessa. Questo meccanismo è stato concepito per garantire che l'imputato sia sempre informato riguardo all'andamento del processo, anche quando non è presente.

Le Implicazioni della Sentenza

AMMISSIBILITA' E INAMMISSIBILITA' - Onere di depositare lo specifico mandato a impugnare previsto dall'art. 581, comma 1 -quater, cod. proc. pen. - Applicabilità al ricorso per cassazione - Sussistenza - Ragioni. In tema di impugnazioni, il disposto di cui all'art. 581, comma 1 -quater, cod. proc. pen., introdotto dall'art. 33 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, laddove impone all'imputato assente, a pena di inammissibilità dell'impugnazione, di conferire al difensore uno specifico mandato a impugnare rilasciato successivamente alla sentenza, è applicabile anche al giudizio di cassazione, trattandosi di disposizione funzionale a garantire all'imputato la sicura conoscenza dell'incedere della progressione processuale. (In motivazione, la Corte ha altresì precisato che l'onere di allegare all'atto di impugnazione l'elezione o la dichiarazione di domicilio, previsto anch'esso a pena di inammissibilità, opera nel solo caso in cui l'impugnazione generi la necessità di notificare il decreto di citazione a giudizio e, quindi, solo qualora si presenti un atto di appello, a nulla rilevando che l'impugnante sia stato, o meno, dichiarato assente nel precedente grado di giudizio).

La Corte ha dunque ribadito che l'onere di depositare il mandato è esteso anche al ricorso per cassazione, sottolineando l'importanza di tale documento per garantire il diritto alla difesa e la conoscenza del processo. Inoltre, è stato chiarito che l'obbligo di fornire l'elezione o dichiarazione di domicilio si applica solo in specifiche circostanze legate all'atto di appello.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 47927 del 2023 rappresenta un passo significativo verso una maggiore chiarezza nelle procedure di impugnazione, rafforzando i diritti degli imputati e garantendo un adeguato esercizio del diritto di difesa. È fondamentale che gli avvocati prestino particolare attenzione a questi aspetti, al fine di evitare inammissibilità nei ricorsi e garantire una corretta rappresentanza dei propri assistiti anche in caso di assenza durante le udienze.

Studio Legale Bianucci