La Sentenza n. 14868 del 2024: Contraddittorio e Rito Camerale nell'Era Covid-19

La sentenza n. 14868 del 27 febbraio 2024, emessa dalla Corte di Appello di Catania, affronta un tema di cruciale importanza per il diritto penale contemporaneo: la violazione del contraddittorio in un contesto di emergenza sanitaria. Questa decisione, che si colloca nell'ambito della disciplina emergenziale dovuta alla pandemia da Covid-19, solleva interrogativi significativi riguardo alla salvaguardia dei diritti degli imputati durante i processi.

Contesto della Sentenza e Rito Camerale

Il caso in esame riguarda il giudizio d'appello, nel quale il difensore dell'imputato, E. C., aveva presentato una richiesta di trattazione orale in modo tempestivo e rituale. Tuttavia, il processo si è svolto con rito camerale non partecipato, un aspetto che ha portato la Corte a valutare se tale modalità procedurale avesse comportato una violazione del contraddittorio.

La Corte ha stabilito che, in presenza di una richiesta di trattazione orale, la celebrazione del processo in forma scritta e senza la partecipazione attiva delle parti determina una nullità generale per violazione del contraddittorio. Questa nullità è configurabile ai sensi degli artt. 178, comma 1, lett. c, e 180 del Codice di Procedura Penale, e, se non sollevata in sede di conclusioni, è suscettibile di sanatoria.

La Massima della Sentenza

Disciplina emergenziale da Covid-19 - Tempestiva e rituale richiesta di trattazione orale - Giudizio celebrato con rito camerale non partecipato - Violazione del contraddittorio - Nullità generale a regime intermedio - Configurabilità - Sanatoria - Possibilità - Condizioni. In tema di giudizio d'appello, nel vigore della disciplina emergenziale di contenimento della pandemia da Covid-19, ove il difensore dell'imputato abbia inoltrato rituale e tempestiva richiesta di trattazione orale, lo svolgimento del processo con rito camerale non partecipato determina una nullità generale per violazione del contraddittorio ai sensi degli artt. 178, comma 1, lett. c, e 180, cod. proc. pen., suscettibile di sanatoria ove non dedotta in sede di formulazione delle conclusioni, quale primo atto successivo di partecipazione al procedimento "cartolare".

Implicazioni della Sentenza

Questa sentenza ha importanti implicazioni per la tutela dei diritti degli imputati in situazioni di emergenza. In un contesto in cui le misure straordinarie hanno modificato le modalità di celebrazione dei processi, la salvaguardia del contraddittorio rimane un principio fondamentale del diritto processuale penale. La decisione della Corte di Appello di Catania riafferma la necessità di garantire una partecipazione effettiva e non solo formale degli imputati e dei loro difensori.

  • Riconoscimento della violazione del contraddittorio come nullità generale.
  • Possibilità di sanatoria solo se non dedotta in sede di conclusioni.
  • Rafforzamento dei diritti difensivi in periodo emergenziale.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 14868 del 2024 rappresenta un importante punto di riferimento per il diritto penale italiano, evidenziando come la tutela dei diritti fondamentali degli imputati debba rimanere al centro del processo, anche in situazioni straordinarie come quelle vissute durante la pandemia. L'attenzione della Corte sul rispetto del contraddittorio dimostra l'impegno a garantire un giusto processo, ribadendo che la forma non può mai prevalere sui diritti sostanziali degli individui.

Studio Legale Bianucci