Sentenza n. 13775 del 2024: Procedibilità a Querela e Riforma Cartabia

La recente sentenza n. 13775 del 24 gennaio 2024, depositata il 4 aprile 2024, offre importanti chiarimenti in merito alla procedibilità a querela in seguito alla modifica introdotta dal decreto legislativo n. 150 del 2022, noto come Riforma Cartabia. Questa sentenza, emessa dalla Corte di Cassazione, tocca un aspetto cruciale del diritto penale, ovvero la decorrenza dei termini per la proposizione della querela e le conseguenze per l'imputato.

Il contesto normativo e la Riforma Cartabia

La Riforma Cartabia ha modificato il regime di procedibilità per diversi reati, rendendoli procedibili a querela. Questo cambiamento ha un impatto significativo, dato che per alcuni reati non è più necessario che il pubblico ministero proceda d'ufficio. La sentenza in esame si collega direttamente a questo aspetto, stabilendo che, se il termine per la proposizione della querela, così come stabilito dall'art. 85 del d.lgs. n. 150/2022, è scaduto, il giudice deve dichiarare l'improcedibilità del reato.

Analisi della sentenza

Procedibilità a querela per effetto della modifica di cui al d.lgs. n. 150 del 2022 (cd. Riforma Cartabia) - Decorso del termine previsto per proporre querela ai sensi dell'art. 85 d.lgs. citato - Obbligo di immediata declaratoria di improcedibilità - Sussistenza - Contestazione suppletiva di circostanza aggravante ex art. 517 cod. proc. pen. - Possibilità - Esclusione - Fattispecie. In tema di reati divenuti procedibili a querela per effetto della modifica introdotta dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, ove sia decorso il termine previsto dall'art. 85 d.lgs. citato senza che sia stata proposta la querela, il giudice è tenuto, ex art. 129 cod. proc. pen., a pronunciare sentenza di improcedibilità, non essendo consentito al pubblico ministero la modifica dell'imputazione ex art. 517 cod. proc. pen. mediante contestazione di un'aggravante che renda il reato procedibile d'ufficio. (Fattispecie relativa a furto di energia elettrica, in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione di improcedibilità fondata sul rilievo che il contestato furto aggravato dal mezzo fraudolento e dall'aver cagionato alla persona offesa un danno patrimoniale di rilevante gravità era divenuto procedibile a querela).

Nel caso specifico, riguardante un furto di energia elettrica, la Corte ha confermato l'improcedibilità del reato poiché il termine per la proposizione della querela era scaduto senza che fosse stata presentata. Questo è un chiaro richiamo all'art. 129 del codice di procedura penale, che impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità quando non ci sono i presupposti per procedere.

Conclusioni

La sentenza n. 13775 del 2024 rappresenta un'importante conferma della direzione intrapresa dalla Riforma Cartabia, che ha introdotto significative modifiche nel panorama normativo italiano. La decisione della Corte di Cassazione evidenzia l'importanza di rispettare i termini previsti per la proposizione della querela, sottolineando che l'improcedibilità diventa una conseguenza inevitabile in mancanza di tale rispetto. Ciò non solo tutela i diritti degli imputati, ma garantisce anche un'efficace amministrazione della giustizia.

Studio Legale Bianucci