Analisi della Sentenza n. 2355 del 2024: Contraddittorietà della Motivazione e Prova Decisiva

La recentissima sentenza n. 2355 del 25 ottobre 2024, depositata il 20 gennaio 2025 dalla Corte di Cassazione, offre spunti di riflessione significativi riguardo alla valutazione della motivazione e alla decisività della prova nel contesto dei ricorsi per cassazione. L’argomento centrale riguarda il contrasto tra la prognosi di decisività della prova assunta e la non decisività del risultato probatorio conseguente, ponendo in evidenza importanti considerazioni giuridiche.

Il Contesto della Sentenza

La Corte di Cassazione, con l'estensore Francesco Cananzi, ha esaminato il caso di G. P., in relazione a motivi di ricorso che lamentavano l'illogicità della motivazione. In particolare, la questione verteva sull'interpretazione dell'articolo 603 del Codice di Procedura Penale, relativo all'esercizio del potere di rinnovazione istruttoria. La Corte ha chiarito che la valutazione di decisività della prova non coincide necessariamente con la decisività del risultato probatorio finale.

  • La prognosi di decisività è un elemento processuale.
  • La non decisività del risultato probatorio è legata alla decisione.
  • Entrambi gli aspetti non appartengono alla stessa categoria di valutazione.

La Massima della Sentenza e la sua Significatività

Prognosi di decisività della prova assunta ex art. 603 cod. proc. pen. - Non decisività del risultato probatorio conseguente - Vizio di contraddittorietà della motivazione - Sussistenza - Esclusione - Ragioni. In tema di ricorso per cassazione, non integra il vizio di contraddittorietà della motivazione il contrasto fra la prognosi di decisività, posta a base dell'esercizio del potere di rinnovazione istruttoria ex art. 603 cod. proc. pen., e la non decisività del risultato probatorio conseguente - di cui spetta al giudice dare adeguatamente conto - trattandosi di elementi non appartenenti entrambi alla motivazione (contraddittorietà logica) o al rapporto fra motivazione e prova (contraddittorietà processuale), bensì l'uno a un potere processuale e l'altro alla decisione.

Questa massima è fondamentale poiché chiarisce che la valutazione della decisività della prova non deve essere confusa con la valutazione della motivazione. Il giudice ha il compito di fornire un adeguato riscontro alla non decisività del risultato probatorio, senza che questo possa generare un vizio di contraddittorietà della motivazione, che è un aspetto di natura logica e processuale.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 2355 del 2024 offre un'importante riflessione sulla distinzione tra la prognosi di decisività della prova e la motivazione giuridica. La Corte di Cassazione, in questo caso, ha triato un principio fondamentale: la valutazione della prova e la motivazione sono aspetti distinti, ognuno con le proprie implicazioni e requisiti. Questo chiarimento si rivela cruciale per la corretta interpretazione del diritto processuale penale, ponendo l'accento sulla necessità di una motivazione coerente e logica, che non può essere messa in discussione sulla base di una mera valutazione della decisività probatoria.

Studio Legale Bianucci