Commento sulla Sentenza n. 26418 del 2024: Innovazioni nella Procedibilità dei Reati

La sentenza n. 26418 del 3 aprile 2024, depositata il 4 luglio 2024, offre un'importante riflessione sulla questione della procedibilità dei reati, in particolare per quanto riguarda il difetto di querela. La Corte di Cassazione, presieduta dal Giudice G. Sabeone e con la relazione di M. T. Belmonte, ha affrontato un caso che evidenzia le recenti modifiche normative introdotte dal d.lgs. n. 150 del 2022.

Il Contesto Normativo e Giuridico

Il decreto legislativo del 10 ottobre 2022, n. 150, ha modificato la disciplina della procedibilità per alcuni reati, rendendo necessaria la querela da parte della persona offesa per la prosecuzione del procedimento penale. In particolare, l'art. 2 di questo decreto ha introdotto la possibilità di procedere a querela per reati che, in precedenza, erano considerati di iniziativa pubblica.

Giudizio di legittimità - Reato divenuto procedibile a querela ex art. 2 d.lgs. n. 150 del 2022 - Ricorso volto a eccepire il difetto di querela - Unico motivo o motivo proposto con altri motivi inammissibili - Ammissibilità - Sussistenza - Fattispecie. In tema di giudizio di legittimità, è ammissibile il ricorso che pone, con un motivo unico o che si accompagna ad altri motivi inammissibili, la questione di improcedibilità, per difetto di querela, di reati per i quali il d.lgs 10 ottobre 2022, n. 150, successivamente alla sentenza impugnata e nelle more della presentazione del ricorso, ha introdotto tale forma di procedibilità. (Fattispecie in tema di furto commesso su cose esposte alla pubblica fede).

Ammissibilità del Ricorso e Difetto di Querela

La Corte ha affermato che è possibile presentare un ricorso per eccepire il difetto di querela anche se si presenta come motivo unico o se si accompagna ad altri motivi considerati inammissibili. Questo aspetto è fondamentale, in quanto consente di sollevare questioni di improcedibilità che altrimenti potrebbero non essere esaminate. In particolare, la sentenza si riferisce a casi di furto su cose esposte alla pubblica fede, evidenziando come la nuova normativa influisca sulla valutazione della procedibilità.

  • Il ricorso è ammissibile anche in presenza di altri motivi inammissibili.
  • La questione di improcedibilità per difetto di querela può essere sollevata successivamente alla sentenza impugnata.
  • Importanza della querela come presupposto per la prosecuzione del reato.

Conclusioni

La sentenza n. 26418 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella chiarificazione delle procedure legali riguardanti i reati che richiedono querela per essere perseguiti. La Corte di Cassazione ha messo in evidenza che, anche in presenza di normative nuove e modifiche legislative, è fondamentale garantire il diritto di difesa e l'ammissibilità del ricorso. Questo approccio permette di affrontare in modo più equo e giusto le questioni di procedibilità, favorendo una maggiore tutela dei diritti delle persone coinvolte nel processo penale.

Studio Legale Bianucci