La sentenza n. 30372 del 2024: Impugnazioni cautelari reali e notificazione all'indagato non detenuto

La recente sentenza n. 30372 del 28 maggio 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre importanti chiarimenti sulla disciplina delle notificazioni in tema di impugnazioni cautelari reali. In particolare, la decisione si concentra sulle modalità di comunicazione dell'avviso di fissazione dell'udienza per l'indagato non detenuto, un aspetto cruciale per garantire il diritto alla difesa e il corretto svolgimento del processo.

Il contesto normativo

La questione affrontata dalla Corte riguarda l'art. 324, comma 6, del codice di procedura penale, il quale stabilisce che la notificazione dell'avviso di fissazione dell'udienza dinanzi al tribunale del riesame deve avvenire in modo efficace e tempestivo. Tale articolo è essenziale per garantire che l'indagato possa esercitare il proprio diritto di difesa, che è un principio fondamentale del diritto penale.

La massima della sentenza

Notificazione dell’avviso ex art. 324, comma 6, cod. proc. pen. - Indagato non detenuto - Impossibilità di eseguire la notificazione al domicilio precedentemente dichiarato o eletto - Disciplina applicabile - Indicazione. In tema di impugnazioni cautelari reali, la notificazione all'indagato non detenuto dell'avviso di fissazione dell'udienza dinanzi al tribunale del riesame, prevista dall'art. 324, comma 6, cod. proc. pen., deve essere eseguita mediante consegna al difensore di fiducia o d'ufficio, a norma dell'art. 157-bis, comma 1, cod. proc. pen, nel caso in cui non sia possibile effettuarla presso il domicilio in precedenza dichiarato o eletto.

La Corte ha stabilito che, qualora non sia possibile notificare l'avviso all'indagato presso il domicilio precedentemente dichiarato, la notifica deve essere effettuata al difensore di fiducia o d'ufficio. Questo principio è in linea con l'art. 157-bis, comma 1, del codice di procedura penale, il quale prevede modalità alternative di notificazione per garantire la tutela dei diritti dell'indagato.

Implicazioni della sentenza

  • Rafforzamento del diritto alla difesa: La sentenza sottolinea l'importanza di garantire che l'indagato, anche se non detenuto, riceva le comunicazioni necessarie per poter partecipare attivamente al processo.
  • Chiarezza nelle modalità di notificazione: La decisione offre una guida chiara su come procedere in situazioni in cui non sia possibile effettuare la notifica al domicilio.
  • Riferimenti giurisprudenziali: La sentenza si collega a precedenti importanti, tra cui le massime n. 4746 e n. 39902 del 2014, che hanno affrontato questioni analoghe.

Conclusione

In sintesi, la sentenza n. 30372 del 2024 rappresenta un passo significativo nella definizione delle modalità di notificazione per gli indagati non detenuti. Essa non solo chiarisce le procedure da seguire, ma riafferma anche l'importanza della tutela dei diritti dell'indagato, garantendo che ogni individuo possa esercitare il proprio diritto alla difesa in modo efficace e tempestivo. Questo tipo di pronuncia è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema giuridico e per la salvaguardia dei diritti umani nel contesto penale.

Studio Legale Bianucci