Sentenza n. 24182 del 2023: La giurisdizione sui reati dei militari NATO

La recentissima sentenza n. 24182 del 23 maggio 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, affronta un tema di grande rilevanza nel diritto penale internazionale: la giurisdizione sui reati commessi da militari della NATO operanti in Italia. Questo provvedimento offre chiarimenti importanti sulle dinamiche processuali e sulle prerogative giuridiche degli Stati coinvolti.

Il contesto della sentenza

Il caso in esame riguarda un militare della NATO, M. A. C., accusato di reati gravi, tra cui omicidio e lesioni gravissime. La questione cruciale ruota attorno alla richiesta dello Stato di appartenenza del militare di rinuncia alla priorità della giurisdizione italiana. Secondo la Corte, tale richiesta non comporta la sospensione del processo né costituisce motivo di nullità. Questo chiarimento è fondamentale per garantire la continuità del procedimento penale, evitando che le richieste di rinuncia possano ostacolare l'azione giudiziaria italiana.

Principi giuridici richiamati

La Corte ha richiamato diverse norme e principi per giustificare la sua decisione, tra cui:

  • Art. 1 d.P.R. 2 dicembre 1956, n. 1666, e successive modifiche, che disciplina la giurisdizione sui militari stranieri.
  • Le normative europee e internazionali che regolano la cooperazione giuridica tra Stati.
  • Le massime giurisprudenziali precedenti, che hanno già affrontato situazioni simili.
“Celebrazione del processo da parte dell’Autorità giudiziaria italiana in pendenza della richiesta di rinuncia alla priorità della giurisdizione avanzata dallo Stato di appartenenza del militare - Nullità - Esclusione - Fattispecie. In tema di reati commessi da militari della NATO, la richiesta dello Stato di appartenenza del militare di rinuncia alla priorità della giurisdizione spettante allo Stato italiano non determina la sospensione del processo, né alcuna ipotesi di nullità, trattandosi di prescrizioni che non attengono al rispetto delle condizioni di procedibilità o alla tutela di prerogative di taluna parte processuale, ferma restando la facoltà del Ministro della giustizia di formulare, in ogni stato e grado del procedimento e fino al passaggio in giudicato della sentenza, la richiesta di rinuncia alla giurisdizione ai sensi dell'art. 1 d.P.R. 2 dicembre 1956, n. 1666, come modificato dal d.P.R. 11 marzo 2013, n. 27. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto ritualmente celebrato il processo per i reati di omicidio e di lesioni gravissime per violazione del codice della strada nei confronti di un militare NATO, nonostante la pendenza di richiesta dello Stato di appartenenza del predetto di rinuncia alla priorità spettante allo Stato italiano).”

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 24182 del 2023 rappresenta un importante passo avanti nella tutela della giurisdizione italiana riguardo ai reati commessi da militari stranieri, in particolare quelli della NATO. Essa ribadisce che la giustizia deve avere la precedenza e che la richiesta di rinuncia alla giurisdizione non deve essere un ostacolo ai procedimenti penali. Questo principio non solo salvaguarda l'efficacia del sistema giuridico italiano, ma offre anche una protezione fondamentale per le vittime di reati, indipendentemente dalla nazionalità dell'autore.

Studio Legale Bianucci