Sentenza n. 26525 del 2023: Analisi sulla partecipazione minima al reato

La recente sentenza n. 26525 del 7 giugno 2023 della Corte di Cassazione offre importanti spunti di riflessione riguardo al concorso di persone nel reato e alla configurabilità dell'attenuante della minima partecipazione. In questo caso, la Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello di Roma, che aveva negato l'applicazione di tale attenuante a una donna accusata di aver contribuito alla detenzione di sostanze stupefacenti in un contesto di concorso di persone.

I presupposti per l'attenuante della minima partecipazione

Secondo l'articolo 114 del Codice Penale, l'attenuante della minima partecipazione può essere applicata solo se il contributo fornito dall'imputato si configura come realmente marginale. Ciò implica che non basta dimostrare una minore efficacia causale rispetto agli altri partecipanti, ma è necessario che il proprio contributo sia stato così lieve da risultare trascurabile nell'economia generale del reato. La Corte ha affermato che, per l'integrazione di questa attenuante, il ruolo dell'imputato deve essere del tutto marginale.

Presupposti - Incidenza marginale della condotta del correo sul risultato finale - Fattispecie. In tema di concorso di persone nel reato, per l'integrazione dell'attenuante della minima partecipazione di cui all'art. 114 cod. pen., non è sufficiente una minore efficacia causale dell'attività prestata da un correo rispetto a quella realizzata dagli altri, in quanto è necessario che il contributo si sia concretizzato nell'assunzione di un ruolo del tutto marginale, ossia di efficacia causale così lieve, rispetto all'evento, da risultare trascurabile nell'economia generale del crimine commesso. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione che aveva negato la concessione dell'attenuante alla moglie, concorrente con il marito nella detenzione di sostanze stupefacenti, sul rilievo che costei, grazie all'occultamento della droga nel reggiseno, aveva garantito al concorrente, con il proprio determinante contributo, di attendere con maggiore tranquillità all'attività di spaccio programmata).

Il caso specifico e la sua rilevanza giuridica

Nel caso in esame, la moglie dell'imputato, M. R., era accusata di aver occultato sostanze stupefacenti nel proprio reggiseno. La Corte ha ritenuto che tale condotta non fosse marginale, anzi, ha evidenziato come il contributo di M. R. fosse determinante per consentire al marito di svolgere l'attività di spaccio. Questa decisione rimarca l'importanza di valutare non solo il ruolo formale di ciascun partecipante, ma anche l'effettivo impatto delle proprie azioni nel contesto del crimine. La Corte ha, quindi, negato l'attenuante, confermando la responsabilità della donna in modo significativo.

  • Importanza della marginalità del contributo nel concorso di persone.
  • Rilevanza del ruolo causale nella valutazione delle attenuanti.
  • Implicazioni giuridiche per i concorrenti nel reato.

Conclusioni

La sentenza n. 26525 del 2023 della Corte di Cassazione sottolinea la necessità di una rigorosa analisi delle condotte nel concorso di persone nel reato. L'attenuante della minima partecipazione non può essere concessa se il contributo dell'imputato è stato significativo, anche se per il giudice appare marginale. Questa decisione rappresenta un importante richiamo per la giurisprudenza e per gli avvocati, affinché si consideri con attenzione il peso e l'impatto delle azioni di ciascun partecipante in un reato complesso. In definitiva, la Corte ribadisce che ogni contributo deve essere valutato nel suo contesto specifico, evitando semplificazioni che possano portare a una ingiusta applicazione delle attenuanti previste dal Codice Penale.

Studio Legale Bianucci