Truffa contrattuale e diritto di querela: un'analisi della sentenza n. 25134 del 2023

La recente sentenza n. 25134 del 7 marzo 2023 offre spunti significativi in merito alla tutela delle persone giuridiche nel contesto delle truffe contrattuali. In particolare, la Corte di Cassazione ha evidenziato l'importanza del riconoscimento del diritto di querela non solo ai rappresentanti legali, ma anche a coloro che, per ruolo, sono deputati a vigilare sugli interessi patrimoniali dell'ente. Questo aspetto è fondamentale per garantire una protezione efficace contro le frodi, in un contesto in cui le truffe possono avvenire anche attraverso strutture decentrate come filiali o agenzie.

Il contesto giuridico della sentenza

La Corte ha esaminato un caso in cui un vice direttore di filiale di un istituto di credito ha avuto la facoltà di proporre querela per un tentativo di frode mediante un assegno falsificato. Questo pone in luce un principio importante: il diritto di querela deve essere ampliato a tutti quei soggetti che, per la loro posizione all'interno dell'organizzazione, sono chiamati a garantire la sicurezza patrimoniale dell'ente.

Truffa contrattuale in danno di persona giuridica - Soggetto titolare del diritto di querela - Individuazione anche in coloro che hanno poteri di vigilanza degli interessi tutelati dalla norma - Sussistenza - Fattispecie. In tema di truffa contrattuale, ove il reato sia commesso con condotte aventi ad oggetto la stipula di contratti conclusi mediante rapporti intrattenuti non direttamente con la persona giuridica titolare del patrimonio aggredito, ma con sue articolazioni (quali le agenzie o le filiali degli istituti di credito), la facoltà di proporre querela deve essere riconosciuta non solo ai rappresentanti legali della società, ma anche ai soggetti che in quella specifica articolazione, in ragione dell'organizzazione interna dell'ente e dei ruoli in esso rivestiti, sono contrattualmente obbligati a vigilare sulle attività svolte nei contatti con il pubblico e a garantire la tutela del patrimonio aziendale. (Fattispecie in cui la Corte ha riconosciuto la facoltà di proporre querela a un vice direttore di filiale, che aveva la responsabilità delle operazioni concluse con i terzi in nome dell'istituto di credito, il quale, in tale veste, era venuto a conoscenza del tentativo dell'imputata di versare sul proprio conto un assegno falsificato).

Le implicazioni della sentenza

Questa pronuncia è rilevante non solo per il caso specifico, ma anche per le sue implicazioni più ampie. Essa sottolinea la necessità di una protezione adeguata per le persone giuridiche, specialmente in un contesto economico in cui le frodi possono avere conseguenze devastanti. La Corte, richiamando norme del Codice Penale, ha chiarito che il diritto di querela può essere esercitato anche da coloro che, pur non essendo rappresentanti legali, ricoprono ruoli di responsabilità nel monitoraggio delle operazioni aziendali.

  • Riconoscimento del diritto di querela a soggetti interni all'ente
  • Protezione del patrimonio aziendale da frodi
  • Ruolo attivo dei dipendenti nella tutela dell'ente

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 25134 del 2023 rappresenta un passo avanti nella tutela delle persone giuridiche contro le frodi contrattuali. La Corte di Cassazione ha affermato con chiarezza che il diritto di querela può essere esteso a figure interne che, per le loro funzioni, sono chiamate a vigilare sulla sicurezza patrimoniale dell'ente. Questo non solo rafforza la protezione del patrimonio aziendale, ma invita anche a un ripensamento delle strutture di vigilanza e controllo all'interno delle organizzazioni, rendendo tutti i soggetti coinvolti parte attiva nella prevenzione delle truffe.

Studio Legale Bianucci