Commento alla Sentenza n. 50237 del 2023: Analfabetismo e Conoscenza del Processo

La sentenza n. 50237 del 12 ottobre 2023, depositata il 15 dicembre 2023, offre spunti di riflessione importanti riguardo alla rescissione del giudicato in caso di conoscenza incolpevole del processo. In particolare, essa mette in luce come l'analfabetismo dell'imputato non possa essere considerato un motivo legittimo per giustificare la mancata conoscenza della pendenza del processo stesso.

Il Contesto Giuridico della Sentenza

Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione riguarda D. P. M. B., il quale, nonostante avesse ricevuto la notifica di atti processuali significativi, ha sostenuto di non aver compreso il loro contenuto a causa della sua condizione di analfabetismo. La Corte, tuttavia, ha rigettato tale argomentazione, affermando che la notifica era stata effettuata correttamente e, pertanto, l'imputato non poteva considerarsi incolpevole.

La disciplina applicabile, antecedente alla riforma Cartabia, stabilisce che la semplice esistenza di una notifica valida implica che l'imputato debba essere consapevole della pendenza del processo. Questo principio è coerente con le norme del Nuovo Codice di Procedura Penale, in particolare con gli articoli 629 bis e 178.

Analisi della Massima di Sentenza

Rescissione del giudicato - Conoscenza incolpevole del processo - Analfabetismo - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie. In tema di rescissione del giudicato - nella disciplina anteriore alla riforma c.d. Cartabia - allorché sia stata accertata la notifica all'imputato di atti da cui poteva evincersi la pendenza del processo (nella specie, avviso ex art. 415 -bis cod. proc. pen. e verbale di rinvio dell'udienza dibattimentale), non rileva che lo stesso non ne abbia compreso il contenuto per analfabetismo, non potendo in tal caso ritenersi incolpevole la mancata conoscenza del processo.

Questa massima evidenzia chiaramente che, in presenza di una notifica valida, l'imputato ha l'onere di accertarsi della situazione processuale, indipendentemente dalle sue capacità di comprensione. La Corte, quindi, stabilisce un principio di responsabilità personale, secondo cui l'ignoranza non può essere invocata come scusante se la pendenza del processo è stata regolarmente comunicata.

Conclusioni

La sentenza n. 50237 del 2023 rappresenta un'importante conferma della necessità di garantire che tutti gli attori del processo penale, indipendentemente dalle loro condizioni personali, siano adeguatamente informati riguardo alla loro posizione legale. Essa invita a riflettere sul delicato equilibrio tra diritti individuali e il dovere di conoscenza, sottolineando che l'analfabetismo, seppur una condizione da considerare con sensibilità, non deve diventare un alibi per sfuggire alle responsabilità processuali.

Studio Legale Bianucci