Sentenza n. 49654 del 2023: La partecipazione dell'imputato detenuto in udienza d'appello

La sentenza n. 49654 del 13 luglio 2023, depositata il 13 dicembre 2023, offre importanti chiarimenti sulla partecipazione degli imputati detenuti nelle udienze di appello durante il periodo emergenziale legato alla pandemia da Covid-19. In un contesto caratterizzato da misure straordinarie, la Corte di Appello di Bologna ha rigettato la possibilità per l'imputato di richiedere la propria comparizione in udienza senza l'intervento del proprio difensore, sottolineando la necessità di seguire le procedure legali stabilite.

Il contesto normativo della sentenza

La decisione si inserisce nel solco delle misure emergenziali adottate in risposta alla pandemia, come previsto dal Decreto Legge 28/10/2020 n. 137. In particolare, gli articoli 23 bis e 24 di questo decreto stabiliscono le modalità di svolgimento delle udienze in un contesto di emergenza sanitaria. La Corte ha ribadito che, anche in tali circostanze, è imprescindibile rispettare il diritto di difesa e le garanzie processuali previste dalla Costituzione e dalle norme internazionali.

La massima della sentenza: una sintesi chiara

Disciplina emergenziale da Covid-19 - Giudizio cartolare d'appello - Imputato detenuto - Richiesta di comparizione formulata personalmente - Ammissibilità - Esclusione - A mezzo del difensore - Necessità - Ragioni. Nel giudizio cartolare di appello celebrato nel vigore della disciplina emergenziale per il contenimento della pandemia da Covid-19, l'imputato detenuto che voglia partecipare all'udienza deve richiederlo a mezzo del proprio difensore, non essendo consentito né previsto che possa provvedervi personalmente.

Questa massima chiarisce che l'imputato detenuto non può richiedere di partecipare all'udienza in modo autonomo, ma deve necessariamente farlo tramite il proprio difensore. Tale disposizione non solo tutela il diritto di difesa, ma garantisce anche il rispetto delle procedure di sicurezza e delle normative emergenziali, evitando possibili conflitti o interpretazioni errate che potrebbero compromettere il processo.

Implicazioni pratiche e giurisprudenza correlata

La decisione della Corte si allinea con precedenti giurisprudenziali che hanno affrontato la questione della partecipazione degli imputati detenuti in udienze di appello. È fondamentale che le regole siano applicate in modo uniforme per garantire equità e trasparenza nel sistema giudiziario. I riferimenti normativi e le massime precedenti evidenziano come il rispetto delle procedure legali sia un elemento essenziale, specialmente in situazioni di emergenza.

  • Riferimenti normativi: Decreto Legge 28/10/2020 n. 137
  • Articoli 23 bis e 24 del medesimo decreto
  • Costituzione Italiana, Articolo 111
  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, Articolo 6

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 49654 del 2023 rappresenta un importante passo avanti nella definizione delle modalità di partecipazione degli imputati detenuti alle udienze durante la pandemia. La Corte ha saputo bilanciare le esigenze di sicurezza e l'importanza del diritto di difesa, stabilendo che ogni richiesta di comparizione deve passare attraverso il difensore. Questo non solo garantisce il rispetto delle procedure, ma contribuisce anche a mantenere l'integrità del sistema giudiziario in un periodo di incertezze e sfide.

Studio Legale Bianucci