Commento sulla sentenza n. 50062 del 2023: Concordato in appello e limiti al ricorso per cassazione

La recente sentenza n. 50062 del 2023 della Corte di Cassazione offre un'importante riflessione sui limiti del ricorso per cassazione in caso di concordato in appello. In particolare, la pronuncia chiarisce che, nei casi di concordato ex art. 599-bis del codice di procedura penale, è inammissibile il ricorso che ripropone motivi già rinunciati, inclusi quelli relativi a questioni di legittimità costituzionale.

Il significato del concordato in appello

Il concordato in appello rappresenta un accordo tra le parti che consente di definire la controversia in modo consensuale, limando così i tempi e le incertezze del processo. Tuttavia, come stabilito dalla sentenza in oggetto, tale accordo comporta delle conseguenze significative per quanto riguarda i diritti di impugnazione. In particolare, la Corte ha sottolineato che l'accordo limita la possibilità di contestare in sede di legittimità quei motivi a cui si è rinunciato.

La questione della legittimità costituzionale

Concordato in appello - Motivi deducibili - Questione di legittimità costituzionale - Esclusione - Fattispecie. Nei confronti della sentenza resa all'esito di concordato in appello ex art. 599-bis cod. proc. pen., è inammissibile il ricorso per cassazione con cui siano riproposte doglianze relative ai motivi rinunciati, ivi compresi quelli aventi ad oggetto questioni di legittimità costituzionale, salvo il caso di irrogazione di una pena illegale, posto che l'accordo delle parti limita la cognizione del giudice di legittimità ai motivi non oggetto di rinuncia. (Fattispecie in cui il motivo d'appello rinunciato, attenendo all'eccezione di costituzionalità dell'attenuante speciale di cui all'art. 452-decies cod. pen., comportava la rinuncia a un trattamento sanzionatorio più favorevole di quello oggetto di accordo).

Questo passaggio evidenzia come, in caso di rinuncia a motivi d'appello, le questioni di legittimità costituzionale non possano più essere riprese, a meno che non si tratti di una pena illegale. Ciò implica una riflessione sulla scelta consapevole delle parti: accettare un trattamento sanzionatorio più severo implica una rinuncia a vantaggi potenziali, e questa scelta deve essere valutata con attenzione.

Conclusioni

In sintesi, la sentenza n. 50062 del 2023 sottolinea l'importanza della consapevolezza nelle scelte processuali, specialmente in contesti di concordato in appello. Le parti devono essere pronte a rinunciare a determinati diritti, sapendo che tali rinunce possono precludere future contestazioni, incluse quelle di natura costituzionale. Questo aspetto diventa cruciale per avvocati e assistenti legali che devono guidare i loro clienti in decisioni strategiche e informate, tenendo presente le potenziali conseguenze legali.

Studio Legale Bianucci