Utilizzo delle videoriprese in ambito penale: commento alla sentenza n. 49798 del 2023

La sentenza n. 49798 del 28 settembre 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, ha sollevato importanti questioni riguardanti l'utilizzabilità delle videoriprese come prova in ambito penale. In particolare, la Corte ha esaminato le condizioni necessarie affinché tali prove possano essere considerate valide e ammissibili in un processo.

Videoriprese di comportamenti non comunicativi

La Corte ha stabilito che le videoriprese che documentano comportamenti "non comunicativi", ovvero che mostrano la mera presenza di persone o oggetti senza interazioni comunicative, possono essere considerate prove atipiche. Tuttavia, è fondamentale che queste registrazioni siano effettuate in luoghi pubblici o aperti al pubblico, oppure in ambienti privati non riconducibili al domicilio, in quanto in tali ultimi casi è necessaria una specifica autorizzazione da parte dell'autorità giudiziaria.

  • Le videoriprese in luoghi pubblici sono utilizzabili senza particolari autorizzazioni.
  • In luoghi privati diversi dal domicilio, è richiesto un provvedimento motivato dell'autorità giudiziaria.
  • Le videoriprese effettuate all'interno del domicilio sono sempre considerate illecite.
Videoregistrazioni di comportamenti non comunicativi - Utilizzabilità - Condizioni - Fattispecie. Le videoriprese di comportamenti "non comunicativi", che rappresentino la mera presenza di cose o persone e i loro movimenti, costituiscono prove atipiche se eseguite, anche d'iniziativa della polizia giudiziaria, in luoghi pubblici, aperti al pubblico o esposti al pubblico ovvero in ambienti privati diversi dal "domicilio", nei quali debba essere garantita l'intimità e la riservatezza, essendo, in tale ultimo caso, necessario per la loro utilizzabilità, ex art. 189 cod. proc. pen., un provvedimento motivato dell'autorità giudiziaria che le giustifichi rispetto alle esigenze investigative e all'invasività dell'atto, mentre sono da qualificarsi come prove illecite, di cui è sempre vietata la acquisizione e l'utilizzazione, ove eseguite all'interno di luoghi riconducibili alla nozione di "domicilio", in quanto lesive dell'art. 14 Cost. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto utilizzabili le immagini captate negli spazi antistanti l'abitazione dell'autore del reato).

Implicazioni della sentenza

Questa sentenza rappresenta un'importante guida per le forze dell'ordine e per gli operatori del diritto, in quanto chiarisce le linee guida da seguire per l'acquisizione di prove tramite videoriprese. La Corte ha sottolineato che la protezione della sfera privata è un diritto fondamentale sancito dall'articolo 14 della Costituzione italiana, il quale vieta l'intrusione in domicilio senza un provvedimento giustificato. Ciò implica che le videoriprese effettuate senza autorizzazione in tali spazi possono compromettere l'intero processo, rendendo tali prove inammissibili.

Conclusioni

La sentenza n. 49798 del 2023 offre un'importante riflessione sulle modalità di utilizzazione delle prove video in contesti penali, rimarcando la necessità di un equilibrio tra le esigenze investigative e il rispetto dei diritti fondamentali. Gli operatori del diritto dovranno prestare attenzione a queste indicazioni per garantire la validità delle prove raccolte e tutelare i diritti degli individui coinvolti.

Studio Legale Bianucci