Analisi della Sentenza n. 2625 del 19/11/2024: Delitto di utilizzo abusivo di carta di credito e sostituzione di persona

La recente sentenza n. 2625 della Corte di Appello di Roma, depositata il 22 gennaio 2025, affronta una questione di rilevante importanza nel campo del diritto penale, riguardante l'interazione tra il delitto di utilizzo abusivo di carta di credito e quello di sostituzione di persona. Questa sentenza offre spunti significativi per comprendere come la giurisprudenza italiana interpreti e applichi le norme in materia di reati contro la fede pubblica e il patrimonio.

Il contesto giuridico

In base all'articolo 493-ter del Codice Penale, l'utilizzo indebito di una carta di credito è un reato che comporta la lesione non solo del patrimonio della vittima, ma anche della fede pubblica. Questo aspetto gioca un ruolo cruciale nel ragionamento della Corte, che ha stabilito come, in determinate situazioni, il reato di sostituzione di persona possa essere assorbito nell'illecito di cui all'art. 493-ter.

Delitto di utilizzo abusivo di carta di credito - Assorbimento in esso del delitto di sostituzione di persona - Condizioni - Condotte diacroniche - Concorso di reati - Sussistenza. Il delitto di indebita utilizzazione di carta di credito assorbe quello di sostituzione di persona nel caso in cui la sostituzione sia attuata con la stessa condotta materiale integrante l'indebita utilizzazione, posto che la fattispecie delittuosa di cui all'art. 493-ter cod. pen. lede, oltre al patrimonio, anche la pubblica fede, mentre quella prevista dall'art. 494 cod. pen. contiene una clausola di riserva destinata ad operare anche al di là del principio di specialità. (In motivazione, la Corte ha aggiunto che le due fattispecie delittuose concorrono, invece, nel caso in cui la sostituzione di persona sia compiuta con condotte distinte e precedenti rispetto a quelle di utilizzo indebito di carte di credito).

Le condotte diacroniche e il concorso di reati

Un elemento chiave della sentenza è la distinzione tra condotte diacroniche e sincrone. La Corte ha chiarito che se la sostituzione di persona avviene attraverso la stessa condotta materiale di utilizzo abusivo della carta di credito, allora il primo reato assorbe il secondo. Tuttavia, qualora la sostituzione sia effettuata attraverso azioni distinte e precedenti, i due reati coesistono e sono punibili separatamente.

  • Assorbimento dei reati: si verifica quando una condotta si qualifica come una sola fattispecie delittuosa.
  • Concorso di reati: si applica quando le condotte sono diverse e si verifica una pluralità di reati.
  • Rilevanza della pubblica fede: il reato di utilizzo abusivo di carta di credito lede anche la fiducia della collettività.

Conclusioni

La sentenza n. 2625 del 2024 rappresenta un'importante interpretazione giuridica che chiarisce le dinamiche tra due reati che, pur essendo distinti, possono intersecarsi in determinate circostanze. È fondamentale per gli operatori del diritto e per i cittadini comprendere come la giurisprudenza possa influenzare la responsabilità penale in caso di comportamenti illeciti legati all'utilizzo di strumenti di pagamento. La Corte di Appello di Roma ha fornito un importante contributo alla definizione dei confini tra i reati, ponendo l'accento sulla necessità di una valutazione attenta delle condotte specifiche coinvolte.

Studio Legale Bianucci