Analisi della Sentenza n. 29174 del 2024: Retrodatazione dei Termini Custodiali

La sentenza n. 29174 del 15 maggio 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre un'importante interpretazione riguardo alla retrodatazione dei termini custodiali, stabilendo importanti principi giuridici che meritano attenzione. In particolare, il provvedimento affronta la questione dell'identità e diversità tra i procedimenti penali rispetto ai quali sono emesse le ordinanze cautelari, chiarendo che la valutazione non può basarsi solo sulla connessione qualificata tra i reati.

Principi Fondamentali della Sentenza

Uno dei punti cruciali della sentenza riguarda l'articolo 297, comma 3, del codice di procedura penale, che disciplina la retrodatazione dei termini custodiali. La Corte sottolinea che l'identità o diversità tra i procedimenti deve essere valutata sulla base della registrazione della notizia di reato, come previsto dall'articolo 335 del codice di procedura penale. Questo approccio si distacca da interpretazioni precedenti che tendevano a fondarsi sulla connessione tra i reati.

Retrodatazione dei termini custodiali ex art. 297, comma 3, cod. proc. pen. - Identità ovvero diversità tra i procedimenti rispetto ai quali risultano emesse le ordinanze cautelari - Nozione - Individuazione - Ragioni. Ai fini della retrodatazione della decorrenza dei termini custodiali, l'identità ovvero la diversità tra il procedimento nell'ambito del quale è stata emessa la prima ordinanza e quello in cui è stata emessa la seconda non può trarsi dal dato della connessione qualificata tra i reati che ne formano oggetto ex art. 12 cod. proc. pen., dovendo, invece, farsi riferimento al dato formale dell'iscrizione della notizie di reato nel registro di cui all'art. 335 cod. proc. pen. (In motivazione, la Corte ha precisato che la nozione sostanziale di unicità del procedimento individuata dalle Sezioni Unite n. 51 del 28/11/2019, Cavallo, riguarda esclusivamente la specifica disciplina delle intercettazioni e non può essere trasposta in ambiti processuali diversi).

Implicazioni della Decisione

La decisione della Corte di Cassazione ha significative implicazioni per la gestione dei procedimenti penali e per la tutela dei diritti degli imputati. Con questa sentenza, si chiarisce che il criterio di retrodatazione non può essere arbitrario e deve seguire un percorso normativo ben definito. Questo approccio garantisce maggiore certezza e tutela dei diritti individuali, evitando che la connessione tra reati possa influenzare in modo inappropriato la durata delle misure cautelari.

  • Chiarezza nella definizione dei procedimenti penali.
  • Maggiore protezione dei diritti degli imputati.
  • Rigorosità nell'applicazione delle norme processuali.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 29174 del 2024 rappresenta un'importante tappa nel diritto penale italiano, chiarendo le modalità di retrodatazione dei termini custodiali e stabilendo un principio fondamentale: la necessità di considerare il dato formale dell'iscrizione della notizia di reato. Questa decisione non solo offre un orientamento giuridico preciso, ma contribuisce anche a rafforzare la tutela dei diritti degli individui coinvolti nel sistema penale.

Studio Legale Bianucci