Commento alla Sentenza n. 26294 del 2024: Prescrizione e Riforma Orlando

La sentenza n. 26294 del 12 giugno 2024, depositata il 4 luglio 2024, rappresenta un importante punto di riferimento nella giurisprudenza italiana riguardante la prescrizione dei reati. In particolare, questa decisione della Corte di Cassazione si concentra sull'applicazione della legge n. 103 del 2017, nota come riforma Orlando, per i reati commessi in un periodo specifico, ovvero tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019. La Corte ha chiarito che la disciplina di cui alla suddetta legge è da ritenersi applicabile, introducendo un regime favorevole rispetto alle riforme successive.

Il Contesto Normativo

La riforma Orlando ha introdotto significative modifiche nel campo della prescrizione, stabilendo che il decorso della stessa può essere sospeso in determinate circostanze. Questa sentenza, quindi, fa riferimento a un contesto normativo in evoluzione, dove le disposizioni della legge 23 giugno 2017, n. 103, si presentano come più favorevoli rispetto alle successive riforme, in particolare quelle introdotte dalla legge n. 3 del 2019 e dalla legge n. 134 del 2021.

Reati commessi fra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019 - Disciplina di cui alla legge n. 103 del 2017 - Applicabilità - Ragioni. In tema di prescrizione, trova applicazione la disciplina di cui alla legge 23 giugno 2017, n. 103 (cd. riforma Orlando), relativamente ai reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, ivi compresa quella afferente ai periodi di sospensione ex art. 159, comma secondo, cod. pen., nel testo introdotto dall'art. 11, lett. b), legge cit. (In motivazione, la Corte ha precisato che quello indicato costituisce regime più favorevole, sia rispetto a quello previsto dall'art. 1, comma 1, lett. e), n. 1, legge 9 gennaio 2019, n. 3 (cd. riforma Bonafede), che, vigente dal 1 gennaio 2020, ha riformulato l'art. 159, comma secondo, cod. pen., prevedendo la sospensione del corso della prescrizione dalla pronunzia della sentenza di primo grado o dal decreto penale di condanna fino all'esecutività della sentenza o all'irrevocabilità del decreto, sia rispetto a quello delineato dall'art. 2 legge 27 settembre 2021, n. 134, abrogativo dell'art. 159, secondo comma, cit., che ha introdotto l'art. 161-bis, cod. pen., a termini del quale il decorso della prescrizione cessa con la sentenza di primo grado, nonché l'art. 344-bis, cod. proc. pen., a tenore del quale, per i reati commessi dal 1 gennaio 2020, la mancata definizione del giudizio di appello e di quello di cassazione entro i termini rispettivamente indicati costituisce causa di improcedibilità dell'azione penale).

Implicazioni della Sentenza

Questa decisione della Corte di Cassazione ha profonde implicazioni per gli imputati di reati commessi nel periodo indicato. La prassi giuridica si trova di fronte a un cambiamento significativo, poiché la sentenza sottolinea la necessità di considerare la legislazione più favorevole per i diritti degli imputati. In particolare, la Corte ha messo in evidenza come la riforma Orlando offra maggiori garanzie rispetto alle successive modifiche legislative, che potrebbero risultare più restrittive.

  • Riconoscimento della disciplina più favorevole della riforma Orlando.
  • Impatto sulla gestione dei procedimenti penali in corso.
  • Possibili ricadute sulla strategia difensiva degli avvocati.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 26294 del 2024 rappresenta un tassello importante nel complesso mosaico della normativa sulla prescrizione in Italia. La Corte di Cassazione, confermando l'applicabilità della riforma Orlando ai reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, ha fornito un'interpretazione che tutela i diritti degli imputati, rendendo evidente l'importanza di una difesa adeguata e informata. Gli avvocati e i professionisti del settore penale devono tenere in considerazione queste indicazioni per garantire una corretta applicazione della legge e una difesa efficace dei propri assistiti.

Studio Legale Bianucci