Furto di energia elettrica: commento sulla sentenza n. 13776 del 2024

La sentenza n. 13776 del 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre importanti spunti di riflessione riguardo alla disciplina penale del furto di energia elettrica, in particolare alla luce delle recenti modifiche legislative introdotte dalla cd. Riforma Cartabia (d.lgs. n. 150 del 2022). La decisione, che rigetta il ricorso del pubblico ministero, chiarisce il regime di procedibilità delle fattispecie di furto di energia, in relazione alla scadenza dei termini per la presentazione della querela.

Il contesto normativo e le modifiche della Riforma Cartabia

Prima della Riforma Cartabia, il furto di energia elettrica era sempre procedibile d'ufficio, ma con l'entrata in vigore delle nuove disposizioni, tale delitto è divenuto procedibile a querela. In concreto, ciò significa che per perseguire penalmente il responsabile, è necessaria la denuncia della persona offesa.

La Corte ha sottolineato che, in caso di furto di energia elettrica aggravato dall'uso di mezzi fraudolenti, la contestazione dell'aggravante della destinazione a pubblico servizio non ha rilevanza se formulata dopo il termine per la presentazione della querela. Ciò implica che, se la querela non è stata presentata entro i termini previsti, l’aggravante non può essere utilizzata per rendere il delitto procedibile d'ufficio.

La massima della sentenza e la sua interpretazione

Furto di energia elettrica - Uso di mezzo fraudolento - Procedibilità a querela - Decorso del termine di cui all'art. 85 d.lgs. n. 150 del 2022 (cd. Riforma Cartabia) - Contestazione suppletiva dell’aggravante della destinazione a pubblico servizio - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie. In tema di furto di energia elettrica aggravato dall'uso fraudolento, divenuto procedibile a querela per effetto della modifica introdotta dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, la contestazione dell'aggravante della destinazione a pubblico servizio, che rende il delitto procedibile d'ufficio, non rileva qualora la stessa sia stata formulata dopo la scadenza del termine per la presentazione della querela da parte della persona offesa.

Questa massima evidenzia un aspetto cruciale: la tempestività della querela è fondamentale per la procedibilità del reato. Se la querela non viene presentata entro i termini stabiliti, il reato non può essere perseguito, anche se sono presenti aggravanti che, in altri contesti, potrebbero far scattare la procedibilità d'ufficio.

Considerazioni finali sulla sentenza

La sentenza n. 13776 del 2024 si inserisce in un contesto giuridico in evoluzione, dove la Riforma Cartabia ha introdotto significative novità nella procedibilità dei reati. È fondamentale che i cittadini siano consapevoli di questi cambiamenti, poiché la tempestività nella presentazione della querela diventa un aspetto cruciale per il perseguimento di reati come il furto di energia elettrica. La decisione della Corte di Cassazione non solo chiarisce i termini di applicazione della legge, ma invita anche a riflettere sull'importanza di un'azione tempestiva da parte della persona offesa.

Studio Legale Bianucci