Sentenza n. 17047 del 2024: Misure cautelari e necessità di controlli clinici

La sentenza n. 17047 del 16 febbraio 2024 emessa dalla Corte di Cassazione rappresenta un importante passo avanti nella comprensione delle misure cautelari personali e delle loro implicazioni sulla salute dei detenuti. In particolare, la decisione affronta la questione della necessità di controlli clinici e strumentali, stabilendo chiaramente che tali necessità non devono necessariamente comportare un'incompatibilità con la detenzione.

Il contesto della sentenza

La sentenza in oggetto si basa su un caso in cui il Tribunale di Libertà di Reggio Calabria ha ritenuto inammissibile la richiesta di incompatibilità del detenuto M. P.M. O. Lucia. La Corte ha sottolineato che la mera esigenza di controlli clinici non determina di per sé la necessità di escludere il detenuto dal regime carcerario. Questo è un aspetto cruciale, poiché riconosce la possibilità di mantenere in custodia chi necessiti di cure, a condizione che siano garantiti i trasferimenti a strutture adeguate.

Rilevanza della sentenza

Necessità di periodici controlli clinici strumentali per la valutazione nel tempo delle condizioni patologiche e la pianificazione della terapia - Rilevanza ai fini dell'incompatibilità con la detenzione - Esclusione - Ragioni. In tema di misure cautelari personali, il riconoscimento della necessità di periodici controlli, clinici e strumentali, preordinati alla valutazione nel tempo delle condizioni patologiche riscontrate ed alla pianificazione della terapia farmacologica più congrua, anche a mezzo di brevi ricoveri presso ambiente specialistico esterno al circuito carcerario non determina di per sé uno stato di incompatibilità rilevante, ex art. 275, comma 4-bis, cod. proc. pen., ai fini dell'operatività del divieto di custodia in carcere, che richiede lo stato morboso in atto, potendo, siffatte esigenze, essere salvaguardata ai sensi dell'art. 11, l. 26 luglio 1975, n. 354, con il trasferimento del detenuto in idonei centri clinici dell'amministrazione penitenziaria o in altri luoghi di cura esterni, con il conseguente diritto ad ottenere, in tal caso, detti trasferimenti.

Questa massima evidenzia come sia possibile garantire le esigenze di salute del detenuto senza compromettere la sua custodia, a condizione che vengano attuate le misure necessarie. La legge, infatti, prevede già che i detenuti possano ricevere cure mediche adeguate, anche attraverso il trasferimento in centri specializzati.

Implicazioni pratiche

Le implicazioni di questa sentenza sono molteplici e riguardano soprattutto la gestione della salute dei detenuti. Di seguito alcune delle principali considerazioni:

  • La salute dei detenuti deve essere una priorità, e le istituzioni devono garantire accesso a cure adeguate.
  • Le misure cautelari non devono essere interpretate in modo rigido, ma devono tenere conto delle esigenze di salute individuali.
  • Il trasferimento in centri clinici deve essere considerato una soluzione praticabile e necessaria per la tutela della salute del detenuto.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 17047 del 2024 offre un'importante riflessione su come il sistema giuridico possa bilanciare la custodia dei detenuti con il diritto alla salute. La decisione della Corte di Cassazione rappresenta un passo avanti verso una maggiore umanizzazione del sistema penitenziario, sottolineando l'importanza di garantire che le esigenze di salute non vengano trascurate in nome della giustizia. È fondamentale che gli operatori del diritto e le istituzioni penitenziarie siano consapevoli delle implicazioni di questa sentenza e lavorino per implementare le misure necessarie a garantire il benessere dei detenuti, in linea con quanto previsto dalla legislazione vigente.

Studio Legale Bianucci