Analisi della Sentenza n. 1919 del 2024: Appello e Obbligo di Specifica Enunciazione dei Motivi

La recente sentenza n. 1919 del 10 dicembre 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, rappresenta un'importante riflessione sul tema dell'appello cautelare nel contesto delle misure personali. In questo articolo, analizzeremo le implicazioni di questa decisione, ponendo particolare attenzione sull'obbligo di specifica enunciazione dei motivi di appello, come indicato dall'articolo 310 del codice di procedura penale.

Il Contesto della Sentenza

La Corte, presieduta da A. Costanzo e con relatore E. Calvanese, ha annullato senza rinvio una decisione del Tribunale della Libertà di Catanzaro, sottolineando la necessità di una chiara e dettagliata esposizione dei motivi di impugnazione. In particolare, la Corte ha evidenziato che l'appello cautelare deve seguire una struttura che consenta al giudice di capire esattamente quali punti della decisione si intendono contestare.

Appello - Obbligo di specifica enunciazione dei motivi - Sussistenza - Fattispecie. L'appello cautelare di cui all'art. 310 cod. proc. pen. ha la fisionomia strutturale e strumentale degli ordinari mezzi di impugnazione, sicché deve individuare i punti della decisione oggetto di censura ed enunciare i motivi di fatto e di diritto che si sottopongono al giudice del gravame in termini specifici, o almeno con una specificità proporzionale a quella delle argomentazioni che sorreggono il provvedimento impugnato. (Fattispecie relativa ad appello meramente ripropositivo della originaria istanza "de libertate").

Il Significato della Specificità nei Motivi di Appello

La massima sopra citata chiarisce come l'appello non possa limitarsi a una mera riproposizione di quanto già esposto in fase di istanza. È fondamentale che il ricorrente indichi i punti controversi e fornisca motivazioni adeguate, altrimenti il giudice non potrà effettuare una valutazione corretta e completa del caso. Questo principio è di cruciale importanza, poiché garantisce il rispetto del diritto di difesa e la corretta applicazione del principio del giusto processo.

  • Obbligo di specificità: i motivi devono essere chiari e dettagliati.
  • Implicazioni per la difesa: una mancanza di specificità può compromettere il diritto di difesa.
  • Valutazione del giudice: il giudice deve avere tutti gli elementi necessari per una decisione informata.

Non solo la Corte di Cassazione, ma anche diverse pronunce precedenti hanno ribadito questo concetto, richiamando l'attenzione su casi simili e sull'importanza di una formulazione precisa delle impugnazioni.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 1919 del 2024 rappresenta un importante richiamo all'ordine per tutti gli operatori del diritto. La specificità nei motivi di appello non è solo una questione formale, ma un elemento essenziale per garantire un processo giusto ed equo. Gli avvocati devono prestare particolare attenzione a questo aspetto, poiché una formulazione imprecisa può portare a conseguenze negative per i loro assistiti. Investire tempo e risorse nella preparazione di un appello ben strutturato è, quindi, fondamentale per il buon esito delle impugnazioni.

Studio Legale Bianucci