Analisi della Sentenza n. 3044 del 2024: Tentativo di Riciclaggio e Configurabilità del Reato

La sentenza n. 3044 del 2024, emessa dalla Corte di Appello di Bari, affronta un tema di grande rilevanza nel diritto penale: la configurabilità del tentativo di riciclaggio. In particolare, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da M. D. F., chiarendo che il tentativo di riciclaggio è configurabile, contrariamente a quanto sostenuto in precedenti decisioni. Questo articolo si propone di analizzare le implicazioni di tale pronuncia, evidenziando i riferimenti normativi e la giurisprudenza pertinente.

Il Tentativo di Riciclaggio: La Posizione della Corte

Secondo la Corte, la fattispecie di reato prevista dall'art. 648-bis del Codice Penale, relativo al riciclaggio, non è costruita come delitto a consumazione anticipata. Ciò implica che il tentativo di riciclaggio può essere sussistente, in quanto non è necessario che il reato si realizzi completamente per configurarne il tentativo. La Corte, nell’analizzare il caso, ha fatto riferimento a diverse norme e massime giurisprudenziali, tra cui:

  • Art. 56 del Codice Penale, che definisce il tentativo di reato;
  • Art. 648-bis del Codice Penale, che disciplina il delitto di riciclaggio;
  • Legge 19/03/1990 n. 55, che tratta di misure di prevenzione;
  • Decreto Legge 21/03/1978 n. 59, concernente i reati finanziari.

La Massima della Sentenza: Un Chiarimento Essenziale

Riciclaggio - Tentativo - Configurabilità - Sussistenza - Ragioni. È configurabile il tentativo di riciclaggio, in quanto la fattispecie di reato prevista dall'art. 648-bis cod. pen., nella vigente formulazione, non è costruita come delitto a consumazione anticipata.

Questa massima evidenzia un aspetto cruciale del diritto penale: la comprensione della distinzione tra delitti a consumazione anticipata e quelli a consumazione differita. Infatti, nei reati a consumazione anticipata, il reato si considera completo una volta compiuti gli atti necessari, mentre in quelli a consumazione differita, come il riciclaggio, è sufficiente la realizzazione di atti preparatori per configurare il tentativo. Ciò significa che l'intervento dell'autorità giudiziaria è giustificato anche in fase di tentativo, tutelando così l'ordinamento giuridico da condotte potenzialmente illecite.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 3044 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella comprensione della normativa relativa al riciclaggio e ai tentativi di reato. La Corte di Appello di Bari ha chiarito che il tentativo di riciclaggio è pienamente configurabile, rafforzando la protezione dell'ordinamento giuridico contro le attività illecite. Questo chiarimento è fondamentale non solo per i professionisti del diritto, ma anche per tutti coloro che si trovano a operare nel settore economico e finanziario, dove il rischio di riciclaggio è sempre presente.

Studio Legale Bianucci