Sospensione condizionale della pena: analisi della sentenza n. 29643 del 2024

La recente sentenza n. 29643 del 3 maggio 2024 della Corte di Cassazione, che ha visto l'udienza il 19 luglio 2024, tocca un aspetto cruciale del diritto penale italiano: la concessione della sospensione condizionale della pena. In particolare, la Corte ha stabilito che nel calcolo della pena complessiva ai fini della seconda concessione del beneficio non si deve tenere conto della pena pecuniaria inflitta e dichiarata sospesa nella prima condanna. Questo chiarimento si rivela fondamentale per comprendere le dinamiche legate alla concessione della sospensione condizionale e le sue implicazioni per gli imputati.

Il contesto giuridico

La sospensione condizionale della pena è un istituto previsto dall'articolo 163 del Codice Penale Italiano, il quale stabilisce che la pena detentiva non deve superare i due anni per poter beneficiare della sospensione. Tuttavia, la questione centrale affrontata dalla sentenza in analisi riguarda il computo della pena complessiva, in particolare quando si tratta di una seconda concessione del beneficio.

  • Il primo aspetto da considerare è la distinzione tra pena detentiva e pena pecuniaria.
  • In secondo luogo, è importante notare come la Corte si allinei con le precedenti massime giurisprudenziali, specificando che la pena pecuniaria sospesa non deve essere conteggiata nel computo.
  • Infine, la sentenza rimarca la necessità di garantire un approccio equo e giusto nei confronti degli imputati che hanno già scontato una condanna.
Concessione per la seconda volta - Computo della pena complessiva - Pena pecuniaria il cui ragguaglio comporti il superamento della soglia di due anni di pena detentiva - Rilevanza - Esclusione. In tema di sospensione condizionale della pena, ai fini della seconda concessione del beneficio, non deve tenersi conto, nel computo della pena complessiva rilevante ai sensi dell'art. 163, comma primo, ultima parte, cod. pen., anche della pena pecuniaria inflitta e dichiarata sospesa nella prima condanna, ragguagliata a quella detentiva.

Questa massima chiarisce in modo inequivocabile che, ai fini del computo della pena complessiva, la pena pecuniaria non deve influenzare la valutazione della soglia dei due anni, permettendo così una maggiore possibilità di accesso alla sospensione condizionale della pena per gli imputati.

Implicazioni pratiche della sentenza

Le conseguenze di questa sentenza sono significative. In primo luogo, essa offre una maggiore protezione agli imputati che, avendo già scontato una condanna, possono aspirare a una seconda concessione della sospensione condizionale della pena senza il timore di vedere il proprio percorso influenzato da precedenti condanne pecuniarie. Inoltre, si apre un dibattito sulla ratio legis che giustifica questa scelta, che mira a garantire una seconda possibilità a chi ha già dimostrato di voler reintegrarsi nella società.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 29643 del 2024 rappresenta un passo importante verso un’applicazione più equa della legge in materia di sospensione condizionale della pena. Essa chiarisce non solo la distinzione fondamentale tra pena detentiva e pena pecuniaria, ma anche l'importanza di garantire ai condannati la possibilità di una seconda opportunità. Gli avvocati e i professionisti del settore legale dovrebbero tenere conto di questo orientamento nella loro pratica quotidiana, per fornire una consulenza adeguata e informata ai propri assistiti.

Studio Legale Bianucci