Commento alla Sentenza n. 28218 del 2023: Maltrattamenti in Famiglia e Norme Sfavorevoli

La recente sentenza n. 28218 del 24 gennaio 2023 della Corte di Cassazione offre importanti spunti di riflessione sull'applicazione delle norme in materia di maltrattamenti in famiglia e sulla successione delle leggi. In particolare, il caso esaminato riguarda il complesso tema della norma sopravvenuta sfavorevole, un aspetto cruciale per la tutela dei diritti delle vittime di reati familiari.

La Norma Sopravvenuta Sfavorevole

La Corte ha chiarito che, nel caso di maltrattamenti contro familiari e conviventi, l'applicabilità della norma sopravvenuta sfavorevole è limitata a situazioni specifiche. Secondo la massima espressa nella sentenza, "Reato abituale - Successione di leggi - Norma sopravvenuta sfavorevole - Applicabilità - Condizioni. In tema di maltrattamenti contro familiari e conviventi, ove parte della condotta sia commessa sotto la vigenza della disposizione incriminatrice di cui all'art. 572 cod. pen., come modificata in senso peggiorativo dall'art. 4, comma 1, lett. d), legge 1 ottobre 2012, n. 172, trova applicazione la norma sopravvenuta sfavorevole al reo nel solo caso in cui si collochi dopo la sua entrata in vigore un segmento di condotta sufficiente, di per sé, a integrare l'abitualità del reato."

Reato abituale - Successione di leggi - Norma sopravvenuta sfavorevole - Applicabilità - Condizioni. In tema di maltrattamenti contro familiari e conviventi, ove parte della condotta sia commessa sotto la vigenza della disposizione incriminatrice di cui all'art. 572 cod. pen., come modificata in senso peggiorativo dall'art. 4, comma 1, lett. d), legge 1 ottobre 2012, n. 172, trova applicazione la norma sopravvenuta sfavorevole al reo nel solo caso in cui si collochi dopo la sua entrata in vigore un segmento di condotta sufficiente, di per sé, a integrare l'abitualità del reato.

Questa considerazione è fondamentale per comprendere come le modifiche legislative possano influenzare le condotte già avvenute, in particolare quando si tratta di reati abituali. La norma che peggiora la posizione del reo non può essere applicata retroattivamente, a meno che non emergano nuovi segmenti di condotta sufficienti a configurare l'abitualità del reato stesso.

Implicazioni della Sentenza

Le implicazioni della sentenza n. 28218 si estendono ben oltre il caso specifico. Ecco alcune considerazioni chiave:

  • La protezione delle vittime di maltrattamenti deve essere bilanciata con i diritti del reo, evitando applicazioni retroattive delle norme punitive.
  • È essenziale che le modifiche legislative siano chiare e comprensibili, affinché tutti gli attori del sistema giuridico possano operare nel rispetto della legge.
  • La Corte ribadisce il principio di legalità, secondo cui nessuno può essere punito se non in base a una legge che preveda espressamente la fattispecie di reato.

Conclusioni

In sintesi, la sentenza n. 28218 del 2023 rappresenta un importante punto di riferimento per la giurisprudenza in materia di maltrattamenti in famiglia. Essa chiarisce il delicato equilibrio tra la protezione delle vittime e il rispetto dei diritti del reo, sottolineando l'importanza di una corretta applicazione delle norme in vigore. La questione della successione di leggi e delle norme sopravvenute sfavorevoli rimane un tema cruciale per il diritto penale, ponendo interrogativi significativi sulla giustizia e sull'equità nel trattamento dei reati familiari.

Studio Legale Bianucci