Commento alla sentenza n. 26223 del 2023: Riparazione del danno e reato continuato

La sentenza n. 26223 del 4 maggio 2023, depositata il 16 giugno 2023, offre importanti chiarimenti in merito all'applicazione delle circostanze attenuanti nel contesto di reati continuati. In particolare, la Corte ha affrontato il tema della riparazione del danno e come questa possa influenzare la quantificazione della pena, evidenziando il ruolo cruciale del risarcimento nel determinare l'atteggiamento della giurisprudenza nei confronti dell'imputato.

Il principio della riparazione del danno

La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha ribadito che la riparazione del danno ex art. 62, n. 6, cod. pen. è un elemento fondamentale che può portare all'applicazione di circostanze attenuanti. Tuttavia, è essenziale che la riparazione avvenga in modo adeguato. Se l'importo versato è inferiore rispetto al danno complessivo, la Corte ha stabilito che il risarcimento deve essere imputato al debito più oneroso, seguendo quanto previsto dall'art. 1193 del codice civile.

Riparazione del danno ex art. 62, n. 6, cod. pen. – Importo inferiore rispetto al totale – Criteri di imputazione – Art. 1193 cod. civ. – Applicabilità – Conseguenze – Fattispecie. In tema di reato continuato, la circostanza attenuante di cui all'art. 62, n. 6, cod. pen., qualora la riparazione sia avvenuta mediante il versamento di una somma inferiore rispetto all'importo totale del danno, va valutata e applicata - in mancanza di diversa indicazione da parte del danneggiante – imputando il risarcimento al debito più oneroso, in base ai criteri di cui all'art. 1193 cod. civ., con la conseguenza che la diminuente opererà esclusivamente nel caso in cui l'importo versato a titolo di risarcimento sia quanto meno pari al danno arrecato dalla condotta di reato giudicata più grave.

Le implicazioni della sentenza

Questa sentenza ha diverse implicazioni pratiche per gli avvocati e gli imputati. In primo luogo, chiarisce che la semplice riparazione del danno non è sempre sufficiente per ottenere una riduzione della pena. È cruciale che l'importo versato sia in linea con il danno subito dalla vittima. In caso contrario, l'attenuante potrebbe non essere applicabile. Pertanto, è fondamentale che i legali assistano i loro clienti nella gestione delle riparazioni, considerando i criteri di imputazione previsti dal codice civile.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 26223 del 2023 rappresenta un'importante guida per la valutazione delle attenuanti in caso di reato continuato e riparazione del danno. Fornisce un chiarimento decisivo su come i criteri di imputazione debbano essere applicati, evidenziando l'importanza di una corretta gestione del risarcimento. Gli avvocati e i professionisti del settore devono prestare particolare attenzione a questi aspetti per garantire una difesa efficace e conforme alle normative vigenti.

Studio Legale Bianucci