Accesso abusivo a sistemi informatici: la sentenza n. 27900 del 2023 e il caso Dropbox

La sentenza n. 27900 del 22 febbraio 2023 della Corte di Cassazione offre un'importante riflessione sul tema dell'accesso abusivo a sistemi informatici, in particolare riguardo agli spazi di archiviazione virtuale come Dropbox. Questa decisione sottolinea come sia fondamentale identificare il soggetto titolare dello spazio e il suo “ius excludendi alios” all'accesso, prima di poter qualificare un accesso come abusivo secondo l'art. 615-ter del Codice Penale.

Il contesto giuridico

Secondo l'art. 615-ter, comma primo, del Codice Penale italiano, l'accesso abusivo a un sistema informatico o telematico è un reato che richiede una chiara individuazione del soggetto che detiene il diritto di accesso. La Corte ha stabilito che, nel caso specifico, è necessario verificare se la cartella Dropbox in questione fosse di pertinenza esclusiva degli imputati o appartenesse alla società per cui lavoravano.

Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico – Spazio c.d. “Dropbox” - Fattispecie di cui all’art. 615 ter, comma primo, cod. pen. – Individuazione del soggetto titolare dello spazio e del relativo “ius excludendi alios” all’accesso – Necessità – Sussistenza - Fattispecie. In tema di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, la fattispecie di cui l'art. 615-ter, comma primo, cod. pen., contestata in relazione allo spazio di archiviazione c.d. "Dropbox", postula che sia individuato il soggetto titolare dello spazio e del relativo "ius excludendi alios" all'accesso al suddetto applicativo. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la decisione, ritenendo necessario verificare se la cartella c.d. "dropbox" fosse di pertinenza esclusiva degli imputati, che l'avevano creata e temporaneamente messa a disposizione della società per la quale lavoravano, o appartenesse alla predetta società, posto che, solo in tal ultimo caso, il loro accesso per modificarne l'account, attraverso il cambiamento dell'indirizzo telematico, realizzato dopo la risoluzione del rapporto di lavoro, poteva essere considerato abusivo).

Le implicazioni della sentenza

Questa sentenza rappresenta un importante precedente per la giurisprudenza italiana, in quanto chiarisce che la nozione di accesso abusivo non può essere applicata in modo generalizzato. È essenziale stabilire chi ha il diritto di accesso agli spazi virtuali e quali siano le condizioni di utilizzo. Le considerazioni della Corte pongono l'accento sulla necessità di un'analisi dettagliata della situazione specifica, evitando interpretazioni superficiali.

  • Identificazione del titolare dello spazio: chi ha creato l'account?
  • Utilizzo temporaneo dello spazio da parte di terzi: quali diritti restano?
  • Le conseguenze legali di un accesso non autorizzato: quali sanzioni sono previste?

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 27900 del 2023 offre spunti di riflessione molto rilevanti per chi opera nel campo del diritto penale informatico. L'importanza di determinare con precisione il titolare di un sistema informatico è cruciale per la corretta applicazione della normativa. Le aziende, in particolare, devono prestare attenzione a come gestiscono gli spazi virtuali e a quali diritti di accesso concedono ai propri dipendenti, per evitare di incorrere in gravi conseguenze legali.

Studio Legale Bianucci