Commento sulla Sentenza n. 27587 del 2023: Sospensione Condizionale della Pena e Patteggiamento

La sentenza n. 27587 del 19 aprile 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, affronta tematiche di grande rilevanza nel campo del diritto penale, in particolare riguardanti la sospensione condizionale della pena e la procedura di patteggiamento. Questa pronuncia si inserisce in un contesto normativo in continua evoluzione, segnato da recenti modifiche legislative tese a prevenire la recidiva e a garantire un uso più appropriato delle misure alternative alla detenzione.

Il Contesto Normativo della Sentenza

La Corte ha analizzato la violazione dell’articolo 165, comma quinto, del codice penale, che prevede la possibilità di concedere la sospensione condizionale della pena, subordinandola all’adempimento di specifici obblighi, tra cui la partecipazione a corsi di recupero. La pronuncia si inserisce nel solco delle leggi 19 luglio 2019, n. 69 e 27 settembre 2021, n. 134, che hanno modificato sensibilmente il trattamento sanzionatorio, ponendo l’accento sulla necessità di prevenire recidive e di limitare l’intervento del giudice sull’accordo di patteggiamento.

La Massima della Sentenza

Sospensione condizionale della pena - Violazione dell’art. 165, comma quinto, cod. pen. - Ricorso per cassazione ex art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. - Ammissibilità - Sussistenza - Ragioni. E' impugnabile con ricorso per cassazione la sentenza di patteggiamento che, in relazione ai reati indicati dall'art. 165, comma quinto, cod. pen. - modificato, in adesione alle indicazioni sovranazionali, dalla legge 19 luglio 2019, n. 69 e ulteriormente "rafforzato" dalla legge 27 settembre 2021, n. 134, al fine di prevenire il rischio di recidiva e di limitare al potere di intervento del giudice sul contenuto dell'accordo negoziale, rimesso alla discrezionalità delle parti -, abbia applicato il beneficio della sospensione condizionale della pena non subordinato all'adempimento dell'obbligo di partecipazione a specifici corsi di recupero previsto dalla stessa norma, in quanto si tratta di un vizio riconducibile, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., al concetto di pena illegale. (In applicazione del principio, la Corte ha evidenziato che la statuizione di cui all'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. deve essere interpretata bilanciando le esigenze di celerità e deflazione del rito del patteggiamento con il principio di cui all'art. 111, comma 7, Cost.).

Implicazioni della Sentenza

Questa sentenza rappresenta un importante punto di riferimento per gli avvocati e i professionisti del diritto penale, poiché chiarisce che il giudice non può applicare la sospensione condizionale della pena senza considerare l’adempimento degli obblighi formativi. Essa sottolinea l'importanza di un approccio che contemperi la celerità del processo con il rispetto dei diritti fondamentali, come stabilito dall'articolo 111 della Costituzione. Le conseguenze pratiche di questa decisione possono includere:

  • Maggiore attenzione da parte dei giudici nell'applicare le misure alternative alla detenzione.
  • Possibili modifiche alle pratiche legali riguardanti il patteggiamento.
  • Rafforzamento del ruolo della formazione e del recupero per i condannati.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 27587 del 2023 non solo chiarisce alcuni aspetti della legislazione vigente, ma invita anche a riflettere sull’equilibrio tra esigenze di giustizia e diritti individuali. La Corte, con questo intervento, ha ribadito che il rispetto delle normative è fondamentale per garantire un sistema penale equo e funzionale. Questo è un messaggio chiaro per tutti gli operatori del diritto: la legge deve essere applicata con rigore, ma anche con umanità, per favorire la reintegrazione sociale dei condannati e prevenire la recidiva.

Studio Legale Bianucci