Commento alla Sentenza n. 14047 del 2024: Sequestro Preventivo e Responsabilità degli Enti

La sentenza n. 14047 del 13 febbraio 2024 rappresenta un'importante pronuncia in materia di responsabilità da reato degli enti, in particolare riguardo al sequestro preventivo previsto dall'articolo 53 del d.lgs. n. 231 del 2001. Questo articolo delinea i contorni giuridici relativi alla possibilità di adottare misure cautelari sui beni delle persone giuridiche, evidenziando l'importanza della motivazione del "periculum" per giustificare tali provvedimenti.

Il Sequestro Preventivo nel D.lgs. n. 231/2001

Il sequestro preventivo è una misura cautelare che permette di inibire la disponibilità di beni che potrebbero costituire il prezzo o il profitto di un reato. La sentenza in esame sottolinea come questa misura debba essere accompagnata da una motivazione chiara e concisa riguardante il periculum in mora, ovvero il rischio che i beni possano essere dissipati o sottratti nel tempo necessario per la definizione del giudizio.

  • Il sequestro preventivo deve essere proporzionato e adeguato rispetto al rischio evidenziato.
  • È necessaria una valutazione delle specifiche circostanze del caso.
  • La motivazione deve dimostrare l'urgenza di adottare la misura cautelare.

La Massima della Sentenza e il Suo Significato

Responsabilità da reato degli enti - Sequestro preventivo ex art. 53 d.lgs. n. 231 del 2001 - "Periculum" - Motivazione - Necessità. In tema di responsabilità da reato degli enti e persone giuridiche, il sequestro preventivo ex art. 53 d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, dei beni che costituiscono prezzo e profitto del reato dei quali è obbligatoria la confisca, anche per equivalente, deve contenere la concisa motivazione del "periculum in mora", da rapportare - nel rispetto dei criteri di adeguatezza e proporzionalità della misura reale - alle ragioni che rendono necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto alla definizione del giudizio.

Questa massima evidenzia l'importanza di una motivazione dettagliata nel contesto delle misure cautelari. Non basta affermare che esiste un rischio; è fondamentale dimostrare che il sequestro è necessario e giustificato rispetto alla specifica situazione. La Corte di Cassazione ha ribadito che la motivazione del "periculum in mora" deve essere non solo presente, ma anche sufficientemente robusta per legittimare la misura cautelare.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 14047 del 2024 offre importanti spunti per la comprensione della responsabilità delle persone giuridiche e dell'operatività delle misure cautelari. La necessità di una motivazione adeguata e proporzionata non solo tutela i diritti degli enti coinvolti, ma contribuisce anche a garantire un equilibrio tra la repressione dei reati e la salvaguardia della certezza del diritto. La giurisprudenza continua a evolversi, e case come questa rappresentano un passo avanti nella definizione di un quadro normativo chiaro e coerente.

Studio Legale Bianucci