Commento alla Sentenza n. 14895 del 2024: Impugnazioni e Arresti Domiciliari

La recente Sentenza n. 14895 del 20 marzo 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre importanti chiarimenti in materia di impugnazioni nel contesto del processo penale, in particolare riguardo alla causa di inammissibilità prevista dall'art. 581, comma 1-ter, del codice di procedura penale. Questo articolo si propone di analizzare la decisione, evidenziando le implicazioni per gli imputati sottoposti ad arresti domiciliari.

Contesto Normativo e Rilevanza della Sentenza

L'art. 581, comma 1-ter, introdotto dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, stabilisce che l'omissione della dichiarazione o dell'elezione di domicilio da parte dell'imputato appellante, necessaria per la notificazione dell'atto introduttivo del giudizio, comporta l'inammissibilità dell'impugnazione. La Corte ha confermato che tale disposizione si applica anche agli imputati sottoposti a misure restrittive come gli arresti domiciliari.

Causa di inammissibilità dell'impugnazione ex art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen. - Imputato sottoposto agli arresti domiciliari al momento della proposizione del gravame - Applicabilità - Sussistenza - Ragioni. In tema di impugnazioni, la causa di inammissibilità prevista dall'art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen., introdotto dall'art. 33, comma 1, lett. d), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, per il caso di omesso deposito, da parte dell'imputato appellante, della dichiarazione o dell'elezione di domicilio richiesta ai fini della notificazione dell'atto introduttivo del giudizio, opera anche nei confronti dell'appellante sottoposto agli arresti domiciliari. (In motivazione, la Corte ha evidenziato che l'adempimento, richiesto a pena di inammissibilità, al momento del deposito dell'impugnazione, conserva efficacia nell'ipotesi in cui, prima della notificazione del decreto di citazione a giudizio, sia intervenuta la scarcerazione dell'appellante).

Questa sentenza ha ribadito l'importanza di rispettare le formalità previste dalla legge per evitare l'inammissibilità dell'impugnazione. In tal modo, la Corte ha inteso garantire non solo il rispetto della legge, ma anche l'efficacia delle comunicazioni nel processo penale.

Implicazioni Pratiche della Sentenza

Le conseguenze pratiche della decisione sono significative. Gli imputati che si trovano in una situazione di arresti domiciliari devono prestare attenzione a tutti gli adempimenti formali richiesti per la proposizione dell'impugnazione. È fondamentale che:

  • Venga effettuato il deposito della dichiarazione o dell'elezione di domicilio al momento dell'impugnazione.
  • Sia garantita la ricezione della notificazione dell'atto introduttivo del giudizio.
  • Si tenga conto che l'adempimento delle formalità ha valore anche nel caso in cui l'imputato venga successivamente scarcerato.

In questo modo, la Corte ha voluto sottolineare che la posizione dell'imputato, anche se in regime di arresti domiciliari, non esclude l'obbligo di rispettare le procedure legali.

Conclusioni

La Sentenza n. 14895 del 2024 rappresenta un'importante tappa nella giurisprudenza in materia di impugnazioni nel processo penale. Essa chiarisce che le nuove disposizioni normative devono essere seguite con rigore, anche da parte di chi si trova in una situazione di restrizione della libertà personale. Gli avvocati e i professionisti del settore legale devono quindi prestare particolare attenzione a queste disposizioni per garantire che i diritti dei propri assistiti siano sempre tutelati.

Studio Legale Bianucci