Commento sulla Sentenza n. 14954 del 2024: Dichiarazione Fraudolenta e Visto di Conformità

La recente sentenza n. 14954 del 2024 della Corte di Cassazione ha acceso un dibattito significativo in merito alla responsabilità penale dei professionisti abilitati nel rilascio del visto di conformità. In particolare, la Corte ha chiarito come il rilascio di un visto "leggero" di conformità, in assenza dei necessari presupposti, possa costituire un contributo causale rilevante al delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti.

Contesto Normativo e Giurisprudenziale

Il reato di dichiarazione fraudolenta è disciplinato dall'articolo 4 del Decreto Legislativo n. 74 del 2000, il quale prevede pene severe per chi utilizza fatture per operazioni inesistenti al fine di evadere il fisco. La sentenza in oggetto si inserisce in un contesto normativo articolato, in cui il Codice Penale, in particolare l'articolo 110, stabilisce che è punibile chi concorre nel reato altrui con un contributo causale.

In questo caso, il professionista abilitato che rilascia un visto di conformità, pur in difetto dei presupposti richiesti dalla legge, non solo facilita l'illecito, ma rafforza l'intenzione criminosa del contribuente. Tale comportamento non può essere considerato un atto neutro, ma diventa parte integrante di un meccanismo fraudolento.

Massima della Sentenza e Riflessioni

Delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti - Rilascio del visto cd. "leggero" di conformità da parte di professionista abilitato - Contributo causale rilevante ex art. 110 cod. pen. - Sussistenza - Ragioni. In tema di reati tributari, il rilascio, da parte di professionista abilitato, del cd. visto "leggero" di conformità della dichiarazione IVA, avvenuto in difetto dei necessari presupposti, configura contributo concorsuale, causalmente rilevante ex art. 110 cod. pen., al delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, posto che tale condotta, poiché di norma precedente alla presentazione della dichiarazione, agevola o rafforza l'altrui proposito criminoso.

Questa massima riassume efficacemente la posizione della Corte, evidenziando come il visto di conformità possa costituire un fattore determinante nella commissione di reati tributari. La responsabilità dei professionisti, quindi, non si limita a semplici errori formali, ma si estende a comportamenti che possono agevolare condotte illecite.

Conclusioni

La sentenza n. 14954 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro l'evasione fiscale e i reati tributari. Essa sottolinea la necessità di un rigoroso rispetto delle norme da parte dei professionisti abilitati e invita a una riflessione sulla loro responsabilità. In un contesto in cui l'evasione fiscale rappresenta un tema di rilevanza nazionale, la linea dura della giurisprudenza può contribuire a garantire maggiore trasparenza e correttezza nel sistema fiscale italiano.

Studio Legale Bianucci