Commento alla Sentenza Ordinanza n. 1095 del 2024: Misure di Prevenzione e Spese di Custodia

La recente Ordinanza n. 1095 del 29 ottobre 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre importanti chiarimenti in tema di misure di prevenzione e gestione delle spese di custodia dei beni sequestrati. Questo pronunciamento si rivela cruciale non solo per gli operatori del diritto, ma anche per i cittadini coinvolti in procedure che riguardano il sequestro dei beni.

Il Contesto della Sentenza

La questione centrale affrontata dalla Corte riguarda la revoca del sequestro di beni e il rigetto della richiesta di restituzione delle somme anticipate per liquidare i compensi del collaboratore dell'amministratore giudiziario. In questo contesto, la Corte ha ritenuto necessario riqualificare il ricorso avverso l'ordinanza di rigetto come opposizione, ai sensi degli articoli 676, comma 1, e 667, comma 4, del codice di procedura penale.

Spese di custodia del bene sequestrato - Revoca del sequestro - Rigetto della richiesta di restituzione dei compensi liquidati al collaboratore dell'amministratore giudiziario - Ricorso per cassazione - Conversione in opposizione - Necessità. In tema di misure di prevenzione, il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di rigetto della richiesta, avanzata dal titolare del bene dissequestrato, di restituzione delle somme anticipate per liquidare i compensi del collaboratore dell'amministratore giudiziario deve essere riqualificato come opposizione ex artt. 676, comma 1, e 667, comma 4, cod. proc. pen., con conseguente trasmissione degli atti al giudice competente "in executivis". (In motivazione, la Corte ha precisato che alla conversione deve procedersi quand'anche il provvedimento impugnato sia stato emesso a seguito di udienza camerale partecipata, anziché "de plano").

Rilevanza della Conversione del Ricorso

La Corte, nella sua motivazione, sottolinea l'importanza della conversione del ricorso in opposizione, evidenziando che questa operazione è necessaria anche quando il provvedimento impugnato è stato emesso dopo un'udienza camerale partecipata. Questo aspetto è significativo in quanto garantisce che le parti possano avere accesso a un giudizio equo e che le questioni relative alle spese di custodia siano esaminate da un giudice competente.

  • La conversione del ricorso in opposizione consente di evitare il rischio di un giudizio ingiusto.
  • Essa assicura che le spese di custodia siano trattate secondo le norme procedurali appropriate.
  • La Corte ha ribadito la necessità di una corretta qualificazione delle domande, fondamentale per il buon andamento della giustizia.

Conclusioni

In conclusione, l'Ordinanza n. 1095 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella chiarificazione delle procedure relative alle misure di prevenzione e alle spese di custodia dei beni sequestrati. La sentenza non solo riqualifica il ricorso in opposizione, ma sottolinea anche l'importanza di una gestione giuridica corretta e trasparente delle spese legate ai beni sequestrati. Questo pronunciamento offre un utile spunto di riflessione per tutti gli operatori del diritto e per i cittadini che si trovano ad affrontare situazioni simili.

Studio Legale Bianucci