Commento alla Sentenza n. 3043 del 2024: Esecuzione dell'Ordine di Demolizione per Reati Edilizi

La sentenza n. 3043 del 18 dicembre 2024 della Corte di Cassazione offre importanti chiarimenti sulle conseguenze relative ai reati edilizi, in particolare riguardo all'esecuzione degli ordini di demolizione. Questo caso specifico, che ha visto contrapposti il Pubblico Ministero e un'imputata, si concentra sull'obbligo del condannato di procedere alla demolizione di un immobile abusivo entro termini specifici e sulle conseguenze del superamento di tali termini.

Contenuto della Sentenza

La Corte stabilisce che il condannato ha il diritto di procedere, a proprie spese, all'esecuzione dell'ordine di demolizione entro novanta giorni dalla data di irrevocabilità della sentenza. Questo termine è stabilito dall'art. 31, comma 3, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. Una volta decorso il termine, il condannato non ha più la legittimazione a chiedere la sospensione o la revoca dell'ingiunzione emessa dal pubblico ministero per l'esecuzione della demolizione.

Reati edilizi - Ordine di demolizione - Esecuzione a cura e spese del condannato - Termine - Indicazione - Superamento - Conseguenze - Autodemolizione - Possibilità - Esclusione. In tema di reati edilizi, il condannato ha il diritto di procedere, a propria cura e a proprie spese, all'esecuzione dell'ordine giudiziale di demolizione dell'immobile abusivo entro il termine di novanta giorni dalla data di irrevocabilità della sentenza, di cui all'art. 31, comma 3, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380), decorso il quale non è più legittimato a chiedere, a fini di "autodemolizione", la sospensione o la revoca dell'ingiunzione emessa dal pubblico ministero in esecuzione della statuizione di condanna.

Le Implicazioni della Sentenza

Questa sentenza sottolinea l'importanza della tempestività nell'adempimento degli ordini di demolizione. Le conseguenze del non rispettare il termine di novanta giorni possono essere significative:

  • Perdita della possibilità di chiedere la sospensione dell'ingiunzione.
  • Impossibilità di procedere con l'autodemolizione, delegando così l'onere dell'esecuzione allo Stato.
  • Aumento delle spese legali e amministrative, in quanto il condannato sarà costretto a subire l'esecuzione forzata dell'ordine di demolizione.

In sostanza, la Corte di Cassazione ha ribadito che la normativa vigente in materia edilizia deve essere rispettata rigorosamente e che ogni ritardo comporta delle conseguenze legali che possono aggravare la posizione del condannato.

Conclusioni

La sentenza n. 3043 del 2024 è un'importante pronuncia che chiarisce il ruolo e i diritti del condannato in materia di reati edilizi. Essa serve da monito per coloro che si trovano a dover affrontare ordini di demolizione e evidenzia l'importanza di agire tempestivamente. La conoscenza dei propri diritti e doveri è fondamentale per evitare conseguenze più gravi e per gestire in modo appropriato le situazioni legate all'abusivismo edilizio.

Studio Legale Bianucci