Sentenza n. 29076 del 2024: Illegittimità del 'metodo spannometrico' nel calcolo dei rifiuti

La recente sentenza n. 29076 del 5 aprile 2024, depositata il 18 luglio 2024, offre un'importante riflessione sulle modalità di accertamento dei reati in materia di smaltimento dei rifiuti. In particolare, la Corte di Cassazione si è pronunciata sull'illegittimità del cd. 'metodo spannometrico', utilizzato per calcolare il quantitativo di rifiuti. Questa decisione non solo chiarisce aspetti critici inerenti alla prova, ma rivela anche le lacune normative che possono emergere nel contesto della legislazione ambientale.

Il 'metodo spannometrico' e la sua illegittimità

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso che contestava l'uso del 'metodo spannometrico', una tecnica di stima basata su rilievi fotografici e misurazioni effettuate dalla polizia giudiziaria, senza fornire una precisa indicazione di stima. In particolare, la sentenza sottolinea:

Dedotta illegittimità del cd. 'metodo spannometrico' per il calcolo del quantitativo di rifiuti - Inammissibilità - Ragioni. In tema di ricorso per cassazione, è inammissibile, in quanto si risolve in una censura afferente alla ricostruzione del fatto come effettuata nei giudizi di merito, il motivo di impugnazione con cui si deduce l'illegittimo utilizzo, in relazione ai reati concernenti l'illecito smaltimento dei rifiuti, del cd. 'metodo spannometrico', consistente nell'approssimativa determinazione del loro quantitativo, basata su rilievi fotografici e su misurazioni operate dalla polizia giudiziaria, senza alcuna precisa indicazione di stima.

Questa posizione della Corte si allinea con il principio di legalità e con la necessità di una prova rigorosa e documentata nell'ambito dei reati ambientali. La Corte ha richiamato la normativa vigente, in particolare il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che stabilisce requisiti chiari per la gestione dei rifiuti e per le modalità di accertamento in caso di illeciti.

Riferimenti normativi e giurisprudenza

Il riferimento al Decreto Legislativo 152/2006 è cruciale per comprendere il contesto normativo in cui si inserisce questa pronuncia. Infatti, l'articolo 256, comma 2, del suddetto decreto stabilisce che l'illecito smaltimento di rifiuti deve essere accertato attraverso metodi scientifici e documentabili. La giurisprudenza, come evidenziato dalle massime precedenti (N. 18521 del 2018, N. 6717 del 2019, N. 22035 del 2010), conferma la necessità di evitare approcci approssimativi e non verificabili.

  • Riferimento normativo: Decreto Legislativo 152/2006
  • Giurisprudenza pertinente: N. 18521/2018, N. 6717/2019, N. 22035/2010

La sentenza n. 29076 del 2024 pone quindi in luce l'importanza di una formazione giuridica adeguata per le forze dell'ordine e per i professionisti del settore, al fine di garantire che gli strumenti di indagine siano sempre conformi ai principi di legalità e di garanzia.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 29076 del 2024 rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela dell'ambiente e una gestione più rigorosa dei rifiuti. L'illegittimità del 'metodo spannometrico' evidenzia l'esigenza di strumenti di accertamento più solidi e documentabili nel perseguire reati ambientali. Pertanto, è fondamentale che gli operatori del settore e le autorità competenti si impegnino a seguire le linee guida normative e giurisprudenziali per garantire una giustizia ambientale efficace e conforme ai principi di diritto.

Studio Legale Bianucci