Analisi della Sentenza n. 29079 del 2024: Errori materiali e nullità nel processo penale

La sentenza n. 29079, emessa dalla Corte di Appello di Trieste il 20 giugno 2023 e depositata il 18 luglio 2024, offre un'importante riflessione sui limiti della nullità nel diritto penale italiano. La Corte, presieduta da G. A., con relatore A. S., si è trovata a dover esaminare un caso in cui si era verificata una discrasia tra l'intestazione della sentenza e il dispositivo trascritto, sollevando interrogativi sulla validità del provvedimento.

Il Caso: Discrasia e Nullità

Nel caso specifico, l'imputato A. C. contestava la nullità della sentenza di appello sulla base di un errore materiale riscontrato nel dispositivo trascritto, che riportava dati estranei al giudizio. La Corte ha stabilito che tale discrasia non costituisce causa di nullità ai sensi dell'articolo 545 del codice di procedura penale, sottolineando come l'intestazione e il dispositivo letto in udienza fossero coerenti nel riferirsi al provvedimento impugnato.

Discrasia tra intestazione e dispositivo trascritto nella sentenza depositata, riportante dati estranei al giudizio - Nullità - Esclusione - Ragioni. Non costituisce causa di nullità per violazione del disposto di cui all'art. 545 cod. proc. pen. la discrasia tra l'intestazione della sentenza di appello, in cui, al pari del dispositivo letto in udienza, è esattamente indicato il provvedimento impugnato, e il dispositivo trascritto dopo la motivazione, in cui è indicata la conferma di sentenza diversa da quella oggetto del processo, trattandosi di errore materiale, che non esplica alcuna influenza sull'esito finale del giudizio.

La Motivazione della Corte

La Corte ha motivato la propria decisione sostenendo che l'errore riscontrato fosse di natura materiale e non formale. Questo aspetto è cruciale, poiché il codice di procedura penale italiano tende a considerare gli errori che non influenzano l'esito finale del giudizio come non idonei a determinare la nullità della sentenza. In tal modo, la Corte si allinea con una serie di precedenti giurisprudenziali che hanno già affrontato questioni simili, come evidenziato nelle massime precedenti conformi.

  • Sentenza n. 47466 del 2004
  • Sentenza n. 2351 del 2023
  • Sentenza n. 3969 del 2019
  • Sentenza n. 48846 del 2022

Conclusioni

La sentenza n. 29079 del 2024 rappresenta un importante chiarimento sulla gestione degli errori materiali nella redazione delle sentenze, sottolineando la priorità dell'integrità sostanziale del provvedimento rispetto a questioni formali. In un sistema giuridico dove la forma può talvolta sembrare prevalere sulla sostanza, questa decisione riafferma la necessità di un approccio equilibrato, evitando che errori di trascrizione possano compromettere l'intero processo penale. È fondamentale per gli operatori del diritto considerare tali orientamenti giurisprudenziali per garantire una corretta amministrazione della giustizia.

Studio Legale Bianucci