Imputato Assente e Domicilio: Analisi della Sentenza n. 27774 del 2024

La sentenza n. 27774 del 23 maggio 2024, emessa dalla Corte di Appello di Roma, offre un'interessante riflessione sul tema dell'impugnazione per gli imputati assenti. La Corte ha rigettato l'appello di C. D. R., evidenziando l'importanza della dichiarazione o elezione di domicilio, che deve essere presentata contestualmente all'atto di appello secondo quanto stabilito dall'art. 581, comma 1-quater, del codice di procedura penale.

Il Contesto Normativo

La normativa italiana, in particolare l'art. 581 del codice di procedura penale, stabilisce chiaramente le modalità di impugnazione delle sentenze, specialmente riguardo agli imputati assenti. Questa norma è fondamentale in quanto definisce i diritti e i doveri delle parti coinvolte nel processo, garantendo al contempo il rispetto dei diritti di difesa e il diritto a un equo processo.

Imputato assente - Onere di cui all'art. 581, comma 1-quater, cod. proc. pen. - Necessità che la dichiarazione o elezione di domicilio venga depositata contestualmente all'atto di appello - Sussistenza - Ragioni - Conseguenze. In tema di impugnazione di sentenza pronunciata nei confronti di imputato assente, la dichiarazione o elezione di domicilio, di cui all'art. 581, comma 1-quater, cod. proc. pen., deve essere depositata contestualmente all'atto di appello, trattandosi di manifestazione indefettibile della consapevole volontà di impugnare, sicchè la sua successiva allegazione, pur se in data antecedente all'inizio del giudizio di impugnazione, determina l'inammissibilità del gravame.

Le Conseguenze della Sentenza

La Corte ha evidenziato che la mancanza della dichiarazione di domicilio al momento dell'appello comporta l'inammissibilità del gravame. Questo aspetto è cruciale poiché sottolinea l'importanza della manifestazione della volontà di impugnare da parte dell'imputato. In pratica, l'imputato assente deve garantire che la sua intenzione di contestare la sentenza sia chiara e documentata, evitando che eventuali ritardi nella presentazione di tali atti possano compromettere il suo diritto di difesa.

  • Importanza della tempestività nella presentazione degli atti.
  • Obbligo di comunicazione chiara da parte dell'imputato.
  • Rischio di inammissibilità in caso di errata presentazione.

Conclusioni

La sentenza n. 27774 del 2024 ribadisce un principio fondamentale del processo penale: la necessità di rispettare le procedure stabilite per garantire il diritto di difesa. La scelta di un domicilio deve avvenire in modo tempestivo e preciso, sottolineando la volontà consapevole dell'imputato di impugnare una sentenza. Questo non solo tutela il diritto dell'imputato, ma garantisce anche l'efficienza del sistema giudiziario, evitando ingombri e ritardi nei procedimenti di appello.

Studio Legale Bianucci