La Sentenza n. 24362 del 2023: il beneficio della non menzione della condanna nel casellario giudiziale

La recente sentenza n. 24362 del 22 febbraio 2023, depositata il 7 giugno 2023, della Corte di Cassazione, offre spunti di riflessione fondamentali sul tema della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale. Questa decisione, che rigetta il ricorso presentato da G. M., si inserisce in un contesto più ampio di norme e principi volti a garantire il reinserimento sociale dei condannati.

Il contesto normativo

L'articolo 133 del Codice Penale italiano stabilisce i criteri per la concessione del beneficio di non menzione della condanna, il quale è fondamentale per evitare che un passato penale comprometta le opportunità lavorative e sociali del condannato. La Corte, richiamando anche precedenti giurisprudenziali, sottolinea che tale beneficio non è automatico, ma deve essere valutato caso per caso dal giudice.

Finalità dell’istituto - Indicazione. In tema di cause di estinzione della pena, il beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, concedibile dal giudice esclusivamente sulla base dei criteri di cui all'art. 133 cod. pen., è diretto a favorire il ravvedimento del condannato, mediante l'eliminazione di conseguenze del reato suscettibili di compromettere o intralciare la sua possibilità di lavoro. (Conf.: n. 560 del 1995, Rv. 200029-01).

Le finalità del beneficio

La Corte di Cassazione, nella sentenza in esame, evidenzia come la finalità principale di questo istituto sia quella di favorire il ravvedimento del condannato. Infatti, la non menzione di una condanna nel casellario giudiziale ha un impatto diretto sulla possibilità di reinserimento nel mondo del lavoro, consentendo al soggetto di ricostruire la propria vita senza il peso di un passato penale. Tra i punti chiave della decisione, possiamo sintetizzare:

  • Il beneficio è concesso per favorire il ravvedimento del condannato.
  • Deve essere valutato caso per caso dal giudice, non è un diritto automatico.
  • La non menzione ha un ruolo cruciale nel facilitare l'accesso al lavoro.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 24362 del 2023 della Corte di Cassazione rappresenta un importante passo avanti nella tutela dei diritti dei condannati. La giurisprudenza italiana si dimostra attenta a bilanciare le esigenze di giustizia con quelle di reinserimento sociale, sottolineando che la non menzione della condanna nel casellario non è solo una questione burocratica, ma un vero e proprio strumento di rieducazione e opportunità per il condannato. È fondamentale che i giudici continuino a valutare con attenzione ogni richiesta, contribuendo così a un sistema penale che favorisca il ravvedimento e la reintegrazione.

Studio Legale Bianucci